Coldiretti, nei piccoli comuni si coltiva oltre la metà della produzione agroalimentare

Ad affermarlo è la Coldiretti Marche dopo il via libera del Senato al provvedimento che tutela anche i 163 borghi regionali al di sotto dei cinquemila abitanti

Nei piccoli comuni marchigiani si coltiva oltre la metà della produzione agroalimentare regionale ed è dunque importante l’approvazione definitiva della legge per la loro valorizzazione. Ad affermarlo è la Coldiretti Marche dopo il via libera del Senato al provvedimento che tutela anche i 163 borghi regionali al di sotto dei cinquemila abitanti.

Si tratta del 71 per cento dei comuni marchigiani, dove vivono 323mila persone, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat Un obiettivo fortemente sostenuto negli anni dalla Coldiretti per tutelare e valorizzare un patrimonio naturale e paesaggistico, culturale e artistico senza eguali per la popolazione residente ma anche per il numero crescente di turisti italiani e stranieri che vanno alla ricerca dei tesori nascosti del Belpaese. Alle produzioni dei piccoli comuni marchigiani si devono alcune delle specialità più note della nostra regione, dal vino Lacrima di Morro d'Alba Doc alla Vernaccia di Serrapetrona Docg, dal prosciutto di Carpegna Dop all'olio di Cartoceto Dop, dai maccheroncini di Campofilone al carciofo di Montelupone, dalla cipolla di Suasa al vino San Ginesio Doc. Ma i borghi assicurano spesso anche una maggiore qualità della vita, dalla sicurezza al cibo. Ora ci sono le condizioni, secondo Coldiretti, per recuperare in queste aree i troppi ritardi infrastrutturali e nei servizi offerti con interventi che vanno dalle tecnologie informatiche alle scuole, dagli ospedali alle poste fino alle edicole. Ma sarà importante anche valorizzare le opportunità offerte dalla nuova agricoltura nel presidio del territorio e nel sociale in aree che devono fare i conti con la cronica carenza dei servizi alla persona.

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