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Curva Nord, credit: Cristiano Belfiore

Curva Nord, credit: Cristiano Belfiore

Caos Ancona, allenatore e giocatori aggrediti dagli ultras: solidarietà dall'Aic

Si sono presentati in una ventina, aspettando la squadra al termine dell'allenamento. Poi la contestazione e l'aggressione, con alcuni supporters che sono venuti alle mani

Tra l'Ancona ed i suoi tifosi è rottura totale. Sono le 16.00 di giovedì pomeriggio, quando a fine allenamento una ventina di ultras raggiungono il "Del Conero". I tifosi aspettano Michele Paolucci, protagonista durante la semifinale di ritorno di Coppa Italia, di un acceso diverbio in tribuna con alcuni di loro. L'attaccante arriva poco dopo, raggiunto da alcuni compagni di squadra. La discussione degenera velocemente fino a quando non iniziano a partire spinte, ceffoni ed insulti, rivolti oltre che ai giocatori anche al tecnico Giovanni Pagliari. Assente invece la società, in silenzio stampa dopo la sconfitta in campionato contro il Fano. Un episodio gravissimo, che fa da contorno ad una situazione ormai insostenibile.

Sulla vicenda è intervenuto anche Damiano Tommasi, ex bandiera della Roma ed attuale presidente dell'Associazione Italiana Calciatori: «Oggi ad Ancona nuovo grave episodio di violenza nei confronti di calciatori: dopo giorni di tensione, alcuni “tifosi” si sono introdotti nel campo di allenamento aggredendo fisicamente e verbalmente l’allenatore e alcuni giocatori. E’ il momento di dire basta a simili intimidazioni nei confronti di calciatori, la cui unica colpa è quella di non aver ottenuto buoni risultati sul campo. Questo ancor più nel caso di Ancona, dove la squadra è stata lasciata in ostaggio alle frange violente del tifo. Inoltre la totale assenza della società e l'incertezza sul pagamento degli stipendi sta costringendo la squadra ad auto-tassarsi per spese che sono di competenza del datore di lavoro, compreso il materiale medico che viene acquistato anche grazie allo staff medico, cui va il nostro ringraziamento, l’AIC è vicina a tutti i calciatori dell’Ancona e a tutti i tesserati che subiscono intimidazioni e aggressioni e, sostenendo gli associati vittime degli odierni fatti di Ancona, chiede l’intervento degli organi competenti – federali e statali – per fermare il crescente clima di intolleranza che alimenta le condotte violente e ferisce la dignità dei ragazzi e la loro professionalità come lavoratori, tanto da costringerli, perdurando tale situazione, a valutare la sospensione dell’attività lavorativa».

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