Cronaca Centro storico / Corso Giuseppe Garibaldi

Aggressore omofobo denunciato, la mamma della vittima: «Basta con il clima di odio»

A comunicarlo è il segretario generale di Arcigay Comunitas Ancona, Matteo Marchegiani: «Accogliamo con piacere la notizia dell’avvenuta querela effettuata nei confronti dell'aggressore. Atti come questi non possono restare impuniti»

Aggressione a sfondo omofobo in centro ad Ancona: scatta la denuncia. A renderlo noto è il segretario generale di Arcigay Comunitas Ancona, Matteo Marchegiani. In un comunicato stampa precisa: «Accogliamo con piacere la notizia dell’avvenuta querela effettuata presso il comando dei carabinieri di Ancona nei confronti del minorenne aggressore, coadiuvata dalla nostra avvocata Antonella Caporalini. Sabato nel tardo pomeriggio abbiamo appreso dalla stampa dell’incresciosa e gravissima aggressione a sfondo omofobo avvenuta in strada ad Ancona nei confronti di una ragazza minorenne da parte di un altro minore.
Subito come Arcigay Comunitas Ancona abbiamo tentato di metterci in contatto con lei ed i suoi genitori per fornirle supporto legale e psicologico qualora ne avesse bisogno. Siamo stati contattati dalla mamma della ragazza con la quale abbiamo avuto modo di interloquire assicurandoci circa le condizioni di salute di sua figlia e fornendole il supporto necessario per far fronte ad una drammatica situazione come questa».

Matteo Marchegiani-2Prosegue Marchegiani: «Atti come questi non possono restare impuniti e la nostra speranza è che la giustizia faccia il suo corso. Dai racconti emerge che durante l’identificazione da parte delle forze dell’ordine, il ragazzo, si dimostrasse fiero nei confronti del suo gruppo per quanto fatto; quello che ci teniamo a fargli sapere è che, di fronte alla legge, si risponde personalmente e che non ci sarà il suo gruppo a fare il tifo per lui. La cosa che più ci rammarica è che a fronte di un lento miglioramento culturale che il nostro Paese sta intraprendendo, simili episodi accadano nella nostra Città per mano di ragazzi e ragazze giovani, da parte di coloro che dovrebbero rappresentare non solo il nostro presente, ma il nostro futuro. Così come accaduto per il lancio della bottiglia verso di noi qualche sera fa mentre ci trovavamo nella nostra sede. Adesso più che mai ci preme chiedere alle Istituzioni di agire per prevenire: chiediamo allo Stato di approvare quanto prima il DDL Zan e chiediamo all’Amministrazione comunale ed alle scuole di ragionare insieme a noi dei progetti rivolti ai giovani per sensibilizzarli sulle tematiche delle discriminazioni e della violenza. Così come per qualsiasi atto di bullismo è fondamentale intervenire su tutta la comunità giovanile, soffocando il clima di divertimento che scaturisce dalle azioni violente dei bulli che spesso in questi casi costituiscono il vero e proprio comburente».

Anche la voce della mamma della vittima 16enne si leva dalla stessa nota: «Mia figlia è stata aggredita e per questo si è provveduto a denunciare come previsto dalla legge. La provenienza dei protagonisti non ci interessa, L'aspetto rilevante è l'aggressione che mia figlia ha subìto. Non vogliamo in nessun modo alimentare odio e restare in un clima di "guerra". Chiediamo riservatezza e che non vengano diffuse notizie errate. Preghiamo di rispettare la privacy di tutte le persone coinvolte. Saranno gli organi competenti ad accertare eventuali responsabilità». 

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