Cronaca

Jesi: aggredito a colpi di martello nella sua officina per un litigio

Secondo la tesi dell'accusa sarebbero andati in 4 per cercare lo scontro con l'uomo. Ieri hanno testimoniato due degli imputati, che hanno dichiarato di essere intervenuti per dividere i due uomini che si stavano azzuffando

Massacrato a colpi di martello durante una "spedizione punitiva" da parte di due uomini e una donna. Il motivo? Un banalissimo litigio familiare. E' quanto sarebbe successo ad un gommista di un'autofficina di Jesi, vittima della furia di almeno 4 persone. Ieri si è aperto il processo al tribunale di Ancona, dove sono ci sono 4 imputati per lesioni aggravate. Si perchè in quel 5 febbraio 2012, la vittima è finita in ospedale con costole fratturate, naso e mascella rotta.

Tutto sarebbe nato da un diverbio familiare nato tra lo stesso esercente e una parente della compagna del padre, di origini sudamericane, scaturito nel febbraio del 2010. Il litigo è nato fuori da una scuola perchè i figli dei due andrebbero a scuola insieme. Nel corso della lite sarebbe volata qualche frase di troppo e uno spintone da parte dell'uomo nei confronti della donna, un gesto che avrebbe mandato su tutte le furie il marito di quest'ultima. Secondo la tesi dell'accusa, il marito della donna coinvolta nel litigio avrebbe deciso di andare a chiarire la cosa in compagnia di sua moglie e di due suoi amici  (fratello e sorella, anch'essi di origini sudamericane). Non è ancora chiara la dinamica. Fatto sta che il gommista jesino alla fine è finito malconcio in ospedale, con ferite che sono poi guarite in circa 30 giorni.

Ieri in sede processuale, di fronte al giudice monocratico Paolo Giombetti, hanno testimoniato due delle persone coinvolte (il fratello e la sorella), che secondo la loro versione avrebbero solo accompagnato con la propria auto il marito della donna spintonata all'officina. Secondo la tesi difensiva la donna sarebbe entrata per dividere i due uomini dopo averli visti azzuffarsi nell'officina, poi però lei sarebbe stata spintonata da un operaio collega del gommista aggredito. A quel punto, secondo la deposizione, il terzo uomo sarebbe entrato a difesa della sorella e avrebbe preso in mano il grosso martello da lavoro solo per spaventare gli operai dell'officina a protezione della sorella.

La prossima udienza è fissata il 12 novembre, quando saliranno sul bancone altri teste.

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