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Cronaca

Sit-in contro il circo finisce nel sangue, pestati tre animalisti. Chieste due condanne

L’accusa è di lesioni. Nei guai due fratelli che avrebbero preso a calci e pugni in faccia gli attivisti che manifestavano contro gli spettacoli che usano animali

ANCONA – Una spedizione animalista finita nel sangue. In sette, tra loro anche delle donne, erano andati a manifestare per un circo senza l’utilizzo degli animali ma l’iniziativa gli si era ritorta contro. Due fratelli del circo Millennium, al parcheggio dello stadio del Conero, avevano aggredito tre attivisti a calci e pugni in faccia. Per le cure, con prognosi fini a 30 giorni, erano finiti in ospedali con il viso una maschera di sangue. Per i fratelli circensi è in corso un processo per lesioni al tribunale di Ancona dove ieri la procura ha chiesto una condanna a quattro mesi. Si è aperta infatti la discussione, davanti alla giudice Antonella Passalacqua che ha rinviato l’udienza per repliche e sentenza al 13 giugno.

L’episodio risale al 10 luglio del 2016. Al parcheggio dello Stadio del Conero c'era l'ultima serata del circo Millennium e gli animalisti erano andati a distribuire volantini con scritto “viva il circo senza animali”. Al seguito avevano anche degli striscioni ma non erano riusciti nemmeno ad appenderli. Due fratelli circensi, di 37 e 48 anni, entrambi emiliani, li avrebbero presi a calci e pugni in faccia, tramortendoli. Con il volto tumefatto i tre attivisti, che oggi hanno tra i 70 e i 31 anni di età, erano riusciti a fuggire prima di finire anche peggio. L’aggressione era avvenuta attorno alle  16.30. Non era la prima volta che il gruppo si portasse davanti ad un circo per manifestare a tutela delle condizioni degli animali usati per lo spettacolo. Stando alle accuse il gruppetto animalista era appena arrivato e prima sarebbe stato aggredito verbalmente dalle donne della carovana. Poi erano intervenuti gli uomini, in due. Sarebbero stati loro ad aggredire i tre fisicamente, mandandoli ko. Trauma cranico, trauma facciale e naso rotto la prognosi per i tre animalisti di cui solo due si sono costituiti parte civile nel processo con l'avvocato Giuliano Natalucci. Ora chiedono un risarcimento danni di 10mila e 12mila euro. Per la difesa dei due imputati non c’è prova che siano stati i due fratelli a fare del male agli animalisti e ha chiesto l’assoluzione.

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