Gli insulti poi la ritorsione, ragazzino picchiato dal branco fuori dalla scuola

Il quattordicenne ha risposto agli insulti di una gang di minorenni ed è stato picchiato davanti ai passanti. I tre aggressori sono stati identificati e denunciati

Foto di repertorio

Esce da scuola, risponde agli insulti e viene aggredito da una gang di minorenni. E’ successo oggi (giovedì 5 ottobre) in via Osimo, altezza via Ragusa. Ad avere la peggio è stato un 14enne che era appena uscito dalla scuola Podesti, distante poche centinaia di metri dal luogo dell’aggressione. La gang, composta da almeno tre bengalesi di età compresa tra i 14 e i 17 anni, è stata fermata poco dopo dai carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile. Il trio è stato denunciato per lesioni personali.

La ricostruzione

Intorno alle 13 il 14enne sarebbe stato circondato da un gruppo di ragazzi, forse cinque, ma a picchiarlo sono stati in tre. Spintoni, calci e pugni sul volto. A scatenare l’ira della gang sarebbero alcuni insulti scambiati con lo stesso studente, scorie di vecchie discussioni. L’aggressione è avvenuta sotto gli occhi di una passante, le cui grida hanno richiamato l’attenzione dei volontari della Croce Gialla. Alla vista dei militi, accorsi dalla loro sede di via Ragusa, gli aggressori se la sono data a gambe lasciando il malcapitato riverso e dolorante sul marciapiede. Uno di loro aveva con sé lo zaino del giovane studente per poi abbandonarlo a terra lungo la vicina via Dalmazia. E proprio in via Dalmazia una pattuglia dei carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile, allertati da un testimone, hanno identificato e fermato la gang, riconosciuta pochi minuti dopo dalla stessa vittima. Il 14enne, nel frattempo, è stato portato nella sede della Croce Gialla per le prime cure. E’ stato raggiunto dalla madre, dalla preside della Podestie da alcuni insegnanti che volevano sincerarsi delle sue condizioni.

Le condizioni del giovane

Il ragazzo ha riportato visibili segni sul collo oltre ad ematomi sulla schiena e sotto un occhio. Per lui tre giorni di prognosi. Vittima e aggressori si conoscono di vista, non frequentano la stessa scuola, ma vivono tutti nella stessa zona. I tre avrebbero incrociato il ragazzo casualmente e non si sarebbe trattato quindi di un raid punitivo. 
 

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