Cronaca

Aereo guasto e pullman in panne, l'odissea notturna di 35 marchigiani

E' stata una vera e propria odissea per 35 passeggeri, tra cui un minorenne, che ieri sera stavano tornando ad Ancona dall'aeroporto di Fiumicino

I passeggeri mentre aspettano l'autobus

L’aereo non decolla per lo stesso guasto tecnico registrato diverse ore prima. Con il bus sostitutivo non va meglio: si pianta di notte in autostrada. E’ stata una vera e propria odissea per 35 passeggeri, tra cui un minorenne, che ieri sera stavano tornando ad Ancona dall’aeroporto di Fiumicino. Erano circa le 21 quando al gate dello scalo romano quasi 50 viaggiatori hanno avuto la prima sorpresa. Uno steward ha annunciato che il volo AZ1131 operato con un aereo in livrea Ethiad (in code-share con Alitalia) sarebbe partito in ritardo. Poi che non sarebbe partito affatto. Motivo? Stando a quanto raccontato da alcuni passeggeri, lo stesso steward avrebbe spiegato che l’aeromobile era lo stesso rimasto a terra ieri mattina al Sanzio per una perdita di carburante. Troppo tardi predisporre un aereo sostitutivo. Chi voleva poteva restare a Roma con la notte in albergo pagata dalla compagnia aerea. 

Gli altri avrebbero potuto raggiungere le Marche con un autobus messo a disposizione dalla stessa azienda. Il gruppo, ristretto a 35 persone, è partito alle 22.40. A bordo del pullman c’erano diversi tecnici che tornavano a casa per il week end da varie parti d’Italia e non solo. E’ stato proprio uno di loro a sospettare che in quel bus qualcosa non andava. A bordo si avvertivano degli strani sobbalzi. Tra Grottammare e Pedaso si decide per una fermata di controllo all’area di servizio Piceno Est. A diagnosticare il problema è stato proprio un viaggiatore, meccanico di professione: gomme sgonfie e tubo dell’aria bucato, con serio rischio di ritrovarsi senza impianto frenante da un momento all’altro. Sul posto è intervenuta anche una pattuglia della polizia, contattata da una passeggera. Nessuno ha comunque dato in escandescenze. La stanchezza e la rassegnazione hanno preso il sopravvento sulla rabbia. Alle 4 del mattino i primi sventurati hanno lasciato l’area di servizio con mezzi di fortuna. Chi in taxi, chi grazie a parenti e amici accorsi con la propria auto.  «Eravamo talmente stanchi che non ci siamo neppure scambiati i numeri per una class action» racconta una viaggiatrice 32enne anconetana. «Io comunque mi organizzerò da sola con il mio avvocato e chiederò anche i danni morali».

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