Aerdorica, sottratti fondi della società: sequestrati appartamenti e barche a 3 persone

Servizi di comunicazione, messaggi promozionali, report statistici, aggiornamento siti web. Erano queste le causali delle fatture che fanno riferimento a lavori dall 2009 al 2013 e che venivano gonfiate in modo da arrivare alle società giuste

Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Ancona  ha sequestrato oltre un milione e ottocentomila euro in beni immobili e risorse finanziarie riconducibili all’ex direttore generale di Aerdorica S.p.A. (società di gestione dell’aeroporto “Raffaello Sanzio” di Falconara Marittima) Marco Morriale e una coppia di coniugi imprenditori di Roma. Il motivo? Secondo gli investigatori i 3 avrebbero creato delle società fittizie che avrebbero fatto riferimento proprio ai coniugi romani. Successivamente, sempre secondo le accuse, sarebbero state create delle gare d’appalto interne ad Aerdorica, ad hoc per quelle società che, di vero, avrebbero avuto solo l'indirizzo di corrispondenza. A fronte di servizi resi all’aeroporto, quest’ultimo avrebbe sempre emesso regolari fatture che però si riferivano solo in parte a quelle prestazioni, realmente effettuate da parte di imprese esterne ed estranee. Il nodo cruciale è che i soldi di Aerdorica, prima di arrivare alle imprese esterne regolari, passavano per le società fittizie dei tre, dove si fermava parte di una liquidità precedentemente gonfiata nelle fatture.

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Servizi di comunicazione, messaggi promozionali, report statistici , aggiornamento siti web. Erano queste le causali delle fatture che fanno riferimento a lavori dall 2009 al 2013. Uno stratagemma che avrebbe così dato vita alle indagini della Guardia di Finanza dorica che, coordinata dal pm Paolo Gubinelli, ha dato il via all’operazione “No Fly Zone”. E’ così scattato il sequestro per equivalente emesso dal Gip. Sotto chiave 4 appartamenti tra le Marche e Roma, un’imbarcazione di lusso e 13 conti correnti. Per tutti e 3 l’accusa è pesante: associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, al peculato all’abuso d’ufficio e alla turbativa d’asta. Sempre secondo le accuse della Procura di Ancona, i soldi finivano all’estero: su conti correnti bancari di società estere di comodo riconducibili e con sede dichiarata a Cipro e in Montenegro. Infine, altra parte delle risorse finanziarie di Aerdorica S.p.A. è stata sottratta per mezzo di falsi lavori di impiantistica relativi all’illuminazione e alla manutenzione dello scalo di Falconara Marittima, fatturati a una serie di società di cui alcune con sede solo dichiarata in Svizzera, ma, di fatto, inesistenti e cancellate dal registro delle imprese elvetico.

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