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Cronaca

Aerdorica, altro rinvio per l'udienza preliminare e cambia il pm: in 13 rischiano il processo

In 13 rischiano un processo per peculato e bancarotta fraudolenta. La decisione slitta al 18 novembre. Ammessa la costituzione di parte civile della nuova società che gestisce oggi lo scalo

ANCONA – Bisognerà attendere almeno fino al 18 novembre per sapere se i 13 indagati rimasti nell'inchiesta Aerdorica per peculato e bancarotta fraudolenta saranno rinviati a giudizio o meno. L'udienza preliminare di oggi, davanti al gup Carlo Masini, ha partorito un altro rinvio motivato all'aggiunta di una documentazione corposa che alcuni avvocati delle difese hanno presentato. Il giudice ha accolto l'acquisizione integrativa per la quale sempre gli avvocati hanno chiesto tempo per visionarla prima di iniziare le discussioni. L'udienza è stata aggiornata al 18 novembre prossimo (ore 9.30). Un'indagata, Cristiana Mazzacchera, commercialista e responsabile della redazione dei bilanci di Aerdorica, aveva fatto richiesta, tramite il suo legale, l'avvocato Riccardo Leonardi, di essere giudicata con un rito alternativo (un abbreviato condizionato ad acquisire il fascicolo stralcio delle posizioni archiviate perché concorrerebbero nei reati di chi invece è rimasto) ma è stata respinta. Per il procedimento è cambiato anche il pm, non più Paolo Gubinelli, da sempre il magistrato che si è occupato dei guai di Aerdorica fino al concordato che nel 2019 evitò il fallimento, ma Rosario Lioniello. Il periodo contestato in questa inchiesta era precedente al concordato che ha poi salvato la società di gestione dell’aeroporto di Falconara (dal 2005 al 2019). 
Adesso solo in 13 rischiano di finire a processo. Per altri 15 indagati infatti le posizioni sono state archiviate. Per Marco Morriale (dg Aerdorica dal 2007 al 2013), con l’avvocato Giovanni Galeota, e Ezio Morettini (un privato, di Torino), con l’avvocato Michele Carluccio, il giudice deciderà inoltre a fine udienza se accogliere le istanze presentate dai legali che chiedono di non procedere per i due assistiti ritenendo che abbiano già subito un processo per gli stessi reati (ne bis in idem). 


A rischiare il processo ci sono anche l’ex presidente di Aerdorica Giovanni Belluzzi, i due dirigenti regionali Paolo Costanzi (fabrianese), avvocato, nel ruolo di consigliere di amministrazione di Aerdorica da luglio 2013 ad ottobre 2015 e Pietro Talarico, calabrese, in qualità di consigliere di amministrazione di Aerdorica nello stesso periodo di Costanzi. E ancora gli presidenti cda Cleto Sagripanti, di Macerata, in carica dal 2010 al 2013 e Mario Conti, di Senigallia, in carica dal 2007 al 2011, i privati Roberto Codognotto, (romano), Patrizia Galluppi (siciliana), e Pietro Angelo Collia (calabrese), Ugo Calzoni (bresciano), consigliere dal 2006 al 2013 e Dalmazio Zolesi (di Parma), una conoscenza di Belluzzi. Secondo le accuse tutti avrebbero determinato e aggravato, ognuno nel proprio ruolo, «lo stato di crisi e di insolvenza di Aerdorica con condotte distrattive, dissipando risorse pubbliche e con spese eccessive rispetto ai ricavi e al bacino di utenza». Ci sarebbero state anche anomalie nella gestione degli appalti e alterazione della documentazione fiscale. La società, prima dell’iter per il concordato, era arrivata a sfondare il tetto dei 40 milioni di debiti. Per un 14esimo indagato, l’industriale Giampaolo Giampaoli, la posizione si è chiusa per sopraggiunta morte. Tra i 15 archiviati c’è la pesarese Federica Massei. Oggi è stata ammessa la costituzione di parte civile di Aerdorica, la società attuale, rappresentata dall'avvocato Saverio Sabatini. 
 

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