Aerdorica, a Falconara 50 lavoratori hanno già votato al referendum

I sindacati chiedono che, in caso di vittoria del 'si', la societa' preveda un vero piano di rilancio dell'aeroporto di Falconara

Una cinquantina di dipendenti Aerdorica ha gia' votato al referendum sul Piano della riorganizzazione del personale presentato dalla societa' di gestione dell'aeroporto di Falconara. A dare la notizia l'Agenzia Dire.

Le operazioni di voto sono iniziate oggi e si concluderanno venerdi' 20 ottobre alle 13 per consentire anche ai dipendenti in queste ore in servizio di esprimersi. Il nuovo Piano del personale prevede la soppressione della 14esima per tutta la durata degli ammortizzatori sociali ossia fino al 2020 e Cassa integrazione per tutti i dipendenti: tra il 10% e il 40% per gli operativi e tra il 20% e il 50% per gli amministrativi. È prevista inoltre flessibilita' negli orari e lo smaltimento, complessivamente, delle 2.000 giornate di ferie non godute. «Con il referendum chiediamo un assunzione di responsabilita' da parte dei lavoratori di Aerdorica- spiega Valeria Talevi segretaria regionale Filt-Cgil-. Ci adegueremo alla volonta' espressa democraticamente dai lavoratori anche se il nostro auspicio e' che vinca il 'si'. Si tratta di un accordo 'doloroso', un grosso sacrificio chiesto ai dipendenti. Ma che probabilmente rappresenta l'unica strada percorribile per evitare il fallimento della societa' di gestione dell'aeroporto o gli esuberi, stimati in una trentina di unita'». 

I sindacati chiedono che, in caso di vittoria del 'si', la societa' preveda un vero piano di rilancio dell'aeroporto di Falconara. «In caso di vittoria del 'si' se non vogliamo ritrovarci in questa situazione tra tre anni occorre un piano di rilancio dell'aeroporto- spiega Roberto Ascani, segretario regionale della Fit-Cisl-. Un piano che investa in nuove tratte. Servono poi investimenti in promozione turistica del territorio. L'auspicio e' che si giunga un accordo altrimenti davanti ai lavoratori di Aerdorica restano due strade: fallimento o esuberi». La Regione la scorsa primavera ha approvato un aumento di capitale da 21 milioni di euro per salvare lo scalo. «Su quelle risorse pero'- continua Talevi- l'Ue sta verificando la correttezza delle procedure affinche' non si configuri un aiuto di Stato. È certo pero' che le Marche non possono rinunciare all'aeroporto che genera un indotto occupazione di 100 unita' circa e indiretto di tanti altri lavoratori. Un pezzo di economia a cui le Marche non possono rinunciare».

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