Ragazzina in coma etilico: «Un caso estremo, ma in Pronto Soccorso arrivano altri casi»

Il primario di anestesia e rianimazione pediatrica del Salesi conferma che gli episodi di abuso di alcol tra i giovani anconetani sono più frequenti di quello che sembra

A sinistra il primario Fabio Santelli

Quello della 13enne finita in coma etilico domenica notte a Marina Dorica «è un caso limite, ma ci sono situazioni più leggere che non arrivano in Rianimazione e dove le cure si prendono al Pronto Soccorso». Fabio Santelli, primario di anestesia e rianimazione pediatrica dell’Ospedale Salesi, conferma ai microfoni della trasmissione di Rai 1 “La vita in diretta” che l’abuso di alcol tra giovani ad Ancona non è un caso isolato.

Riguardo alla 13enne, il primario racconta il momento del suo arrivo al Salesi: «Quando la ragazzina è arrivata qui le sue condizioni erano gravi e serie, non aveva coscienza e aveva le classiche manifestazioni da coma etilico». Ma cosa accade al corpo, di un adolescente e non solo, quando il consumo di alcol è esagerato? «L’alcol è un prodotto che viene metabolizzato dal fegato, ma questo organo è in grado di trasformarne solo una certa quantità- spiega Santelli- se si superano alcuni quantitativi questo tipo di filtro viene saltato e l’alcol prosegue il suo percorso fino ad arrivare al cervello, dove da gli effetti peggiori. Più specificatamente, se viene saltato il filtro del fegato arriva una gran quantità di alcol al cervello e i neuroni non sono pronti a metabolizzare questa sostanza. Se l’abuso diventa frequente si possono provocare danni che con il tempo possono anche essere permanenti, manifestazioni che possono dare quadri di problemi respiratori, cardiocircolatori, crisi epilettiche. Manifestazioni molto serie e gravi». 


 

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