60100: “Chi ha spento le centraline per il controllo delle PM10 (e perché)?”

Con questa nuova guida nella città di Ancona, delle centraline di rilevamento non si sa più nulla, o meglio risultano spente, salvo quella installata in un “luogo ameno” qual è la Cittadella

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

Se è vero che la prevenzione è la modalità migliore per garantire la salute, se è corretto che prevenire è anche il modo più economico per curare e se è appropriato dire che è missione degli Amministratori garantire la qualità ambientale per i cittadini facendoli vivere in un ambiente sano ed in condizioni di sicurezza, allora è altamente complicato comprendere quello che è successo, e che sta succedendo, nel sistema di monitoraggio ambientale nel Comune di Ancona.

Le attività di monitoraggio erano, fino a poco tempo fa, svolte dalla Provincia di Ancona avvalendosi di ARPA Marche - l'Agenzia Regionale di Protezione Ambientale.

Per soddisfare queste necessità è fondamentale conoscere, con dati oggettivi, lo stato dell'ambiente e ciò si realizza solo attraverso il monitoraggio puntuale di tutto il territorio, ecco il motivo delle differenti dislocazioni delle stazioni di rilevamento dello stato di salute dell’aria poste in città:
-    Stazione di Ancona - Cittadella
-    Stazione di Ancona/Piazza Roma - Piazza Roma
-    Stazione di Ancona/Porto - Via Einaudi
-    Stazione di Ancona/Via Bocconi - Via Bocconi
-    Stazione di Torrette di Ancona - Via Conca

Nel 2012 il valore medio di PM10 nell’aria, per la città di Ancona, era superiore al valore limite di 40g/mc assestandosi attorno ai 47 microgrammi/mc, dato che ci poneva tra i peggiori 50 capoluoghi di provincia monitorati dall’analisi comparativa del Ministero dell’Ambiente; tra le rilevazioni delle centraline un inquinamento pesante, sotto il profilo delle polveri sottili, era stato riscontrato al Porto, con sforamenti importanti per oltre 100 giorni in un anno.
Successivamente, in attuazione alle disposizioni di cui al D. Lgs. n. 155/2010 e ss.mm.ii., nonché a seguito della D.G.R. Marche n. 25 del 21 gennaio 2013 e delle convenzioni tra Province, Regione Marche e ARPAM, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche è stata incaricata della gestione unitaria della Rete Regionale di Rilevamento della Qualità dell’Aria (RRQA), succedendo quindi alla conduzione del monitoraggio effettuata dalla Provincia.
Con questa nuova guida nella città di Ancona, delle centraline di rilevamento non si sa più nulla, o meglio risultano spente, salvo quella installata in un “luogo ameno” qual è la Cittadella, posta all’interno dell’omonimo parco, che è rimasta l’unica ad effettuare le analisi con i propri dati, riportando ottimi riscontri sulla qualità dell’aria anconetana, risultata in “perfette condizioni di salute”. Eppure al Porto né la logistica né la viabilità sono cambiate ed in città il sistema viario e di trasporto è sempre lo stesso, come nelle zone, spesso molto critiche, di Torrette e di via Bocconi; come non è stato risolto il problema delle abitazioni vicino al Porto ed anche di quelle delle zone sopraindicate, dove i panni e i davanzali evidenziano chiaramente che la qualità dell’aria non è proprio quella della Cittadella. Però sembra che in città la questione inquinamento sia stato chiarita, ovviamente “all’Italiana”: chiuse le centraline risolto il problema, ma poi le stesse dove sono finite, visto che non ci sono più? Poveri soldi, ma, soprattutto, poveri polmoni nostri.

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