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"Cervelli pensanti", l'Auser chiude il ciclo di incontri sulle tecnologie

L'ultimo incontro del ciclo "Essere scuola nell'era di Internet" organizzato da Auser Cultura alle Grotte del Cantinone

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

L'ultimo incontro del ciclo "Essere scuola nell'era di Internet" organizzato da Auser Cultura alle Grotte del Cantinone ha chiuso sabato scorso, il cerchio delle iniziative, ma ha continuato a far aprire le menti dei numerosi partecipanti, che hanno di nuovo avuto la possibilità di confrontarsi con una tra le tematiche di maggior complessità che l'uomo contemporaneo si trovi ad affrontare.

Claudia Gennarelli e Lorenzo Recanatini, entrambi psicologi hanno tratteggiato con leggerezza ed ironia la gamma delle situazioni che spesso trasformano gli internauti in "intronauti", veri e propri naviganti persi e senza bussola in una rete che può essere la causa di vere dipendenze patologiche, ancor più insidiose e pericolose per i ragazzi, spesso lasciati senza controllo davanti a pc, tablet, telefonini: soltanto gli adulti hanno la responsabilità di controllare e gestire il tempo degli adolescenti, per i quali è necessaria una sempre maggior attenzione e disponibilità, attraverso cui dimostrare che il mondo non è tutto in quel piccolo schermo, ma soprattutto nelle relazioni reali, fatte di sguardi, gesti, parole vive, giochi, passeggiate, sport, amicizia e amore, vissuto nei respiri e nelle mani che si intrecciano.

Il pediatra Gabriele Garbuglia ha poi concluso l'incontro, mostrando con sconcertante efficacia, come funzioni il cervello del bambino nei primi anni di vita e come, nella sua complessità, gli siano fondamentali il contatto con la voce, le parole, i gesti dei genitori, capaci di suscitare una serie di collegamenti neurologici che saranno determinanti per il suo sviluppo cerebrale futuro. Ed ha altresì evidenziato come siano pericolosi e dannosi per i piccoli gli strumenti tecnologici, soprattutto se dotati di connessione, a causa delle onde elettromagnetiche, potentissime soprattutto per un cervello in fase di sviluppo. Quanto più i bambini verranno tenuti lontani dai mezzi tecnologici e meno ricorso si farà alla modalità di apprendimento visiva (quella che oggi si tende a privilegiare), dando spazio alla lettura e alla manipolazione, tanto più i nostri ragazzi cresceranno con un bagaglio neurologico adatto ad affrontare la complessità della vita nelle sue varie sfaccettature.

Come serata conclusiva della serie di incontri, che ci hanno dato grandi soddisfazioni per la forte ed entusiasta risposta dei tantissimi osimani che chi hanno accompagnato, in un crescendo di presenze sempre maggiori, ci siamo sentiti di dire che esistono tutte le premesse per voler continuare con l'ulteriore approfondimento e comprensione di scenari di cui non vogliamo assolutamente essere vittime, ma liberi e consapevoli attori, soprattutto per un sano sviluppo fisico e mentale dei nostri ragazzi.

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