Giovedì, 16 Settembre 2021
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Bollette e multe, per quanto tempo vanno conservate?

Dal non dover ripetere il pagamento vi salvano solo due cose: la ricevuta conservata o i tempi di prescrizione. Ecco quelli più comuni

Vi è mai capitato di ricevere solleciti di pagamento per bollette o multe che avevate già saldato? Dal non dover ripetere il pagamento vi salvano solo due cose: la ricevuta conservata o i tempi di prescrizione, dopo i quali il pagamento non è più esigibile. Se avete buttato la ricevuta, dovete quindi  sperare che la seconda richiesta vi sia arrivata troppo tardi. Come si calcola questo “troppo tardi”? Ci sono dei termini precisi di legge, che variano a seconda dei casi. Ecco quelli più comuni:

  • Bollette (acqua, gas, telefono): 5 anni dalla scadenza
  • Bollette luce: va conservata per 10 anni, termine rivisto dopo l’introduzione in questa bolletta del canone Rai. Se però il secondo pagamento è richiesto per la fornitura elettrica, allora basta che siano passati solo 5 anni dalla data di scadenza.  
  • F24 Ici/Imu/TASI: 5 anni dall’anno successivo a quello di pagamento.
  • Spese di condominio: 5 anni.
  • Bollo auto: 3 anni 
  • Multe codice della strada: 5 anni.
  • Tassa rifiuti (TARSU/TIA/TARI): 5 anni dall’anno successivo a quello di pagamento o di obbligo di dichiarazione.
  • Affitto: 5 anni.
  • Mutui: 5 anni dalla scadenza della singola rata.
  • Cambiali e parcelle: 3 anni.
  • Dichiarazione dei redditi: 5 anni a partire dall’anno successivo a quello della presentazione della dichiarazione. 
  • Documenti per detrazioni dopo ristrutturazioni: 15 anni. 


 

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