Venerdì, 18 Giugno 2021
Psicologia della notizia

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Psicologia della notizia

A cura di Istituto Europeo di Psicologia ed Ergonomia (IPSE) di Ancona

Shopping, ecco quanto incide sul nostro benessere psicologico

Il raggiungimento del benessere psicologico è spesso il principale scopo che ognuno di noi si prefigge nella vita. La strada per raggiungerlo è alle volte complicata, oltre ad essere profondamente soggettiva. Ad esempio alcuni di noi per raggiungere il proprio benessere scelgono di mettere in atto determinati comportamenti, che a lungo andare possono anche essere rischiosi.

Uno di questi è la tendenza ad acquistare continuamente, meglio conosciuto come shopping compulsivo. Si tratta della predisposizione ad effettuare delle compere a tutti i costi, in maniera appunto compulsiva, ed è proprio questo aspetto che lo differenzia da un normale shopping. Lo shopping compulsivo o sindrome da shopping rappresenta un disagio psicologico e comportamentale caratterizzato da una forte tendenza a manifestare vere e proprie crisi di acquisto, una mania delle spese, definita anche oniomania o mania del comprare (Kraepelin E., 1915). Generalmente lo shopping compulsivo rientra tra le cosiddette “nuove dipendenze”.

Chi ne è affetto può sperimentare: craving, ovvero l’incapacità a controllare l’impulso nel mettere in atto il comportamento dannoso; fenomeni di tolleranza, in questo caso la tendenza ad aumentare continuamente gli oggetti da acquistare ed infine situazioni di astinenza che si verificano quando l’individuo non può mettere in atto il suo comportamento, magari perché gli viene impedito dall’esterno o da qualcuno o semplicemente perché non ha più la disponibilità economica. Questo impulso patologico a comprare è stato anche definito buying impulse e come le altre dipendenze causa un’alterazione del normale funzionamento quotidiano, sociale e lavorativo provocando spesso stati d’ansia e di depressione secondari che si ripercuotono negativamente in molti aspetti della vita dell’individuo.

Una delle caratteristiche più importanti della sindrome da shopping è quella di comprendere diverse forme di disagio in un disturbo complesso, che è sempre stato difficile classificare nell’ambito dei disagi della mente (Pani R., Biolcati R., 1998). Lo shopping compulsivo rappresenta, infatti, un disturbo che implica la presenza simultanea di tre categorie di disagio psicologico-comportamentale, ovvero disturbo del controllo degli impulsi (difficoltà a controllare i propri impulsi all’acquisto), dipendenza da un’attività (paragonabile alla dipendenza da sostanze) e comportamenti ossessivi (ripetitività dei comportamenti di acquisto e ciclicità delle crisi).

Lo shopping compulsivo sembra essere inoltre caratterizzato da tre principali fasi in cui sono facilmente individuabili delle specifiche emozioni e stati d’animo:

  1. Inizialmente l’individuo sperimenta sensazioni viscerali e profonde, come brividi, vampate di calore, vibrazioni, eccitazione, agitazione, energia o persino perdita del controllo.
  2. Successivamente subentrano sentimenti di benessere e di felicità e blocco cognitivo nella percezione del tempo. Raramente la consapevolezza del proprio comportamento rimane costante e, in questi casi, si determinano velocemente vissuti di scoraggiamento o sentimenti di incapacità a controllarsi.
  3. Infine l’individuo è maggiormente consapevole delle conseguenze del proprio comportamento negativo. Ciò si verifica generalmente al termine del raptus di spese, durante il quale si sperimenta un’amplificazione di tutte le emozioni negative, con intensi sensi di colpa, vergogna e sensazione di vuoto interiore.

Risulta dunque fondamentale saper riconoscere tali fasi e acquisire quanto prima la consapevolezza del proprio disturbo. In moltissimi casi la possibilità di intraprendere un percorso psicoterapeutico aiuta l’individuo ad attraversare queste fasi trovando il giusto modo per uscirne con serenità.

Dott.ssa Serena Rabini: Psicologa clinica, Psicoterapeuta in formazione Cognitivo-Comportamentale, docente di psicologia alla Poliarte Ancona, Psicologa IPSE Ancona

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