Lunedì, 27 Settembre 2021
Psicologia della notizia

Opinioni

Psicologia della notizia

A cura di Istituto Europeo di Psicologia ed Ergonomia (IPSE) di Ancona

Psicologia del Natale (e della ruota panoramica): Happy Christmas o Christmas Blues?

Bypassando discussioni e polemiche su “Ruota SI” o “Ruota NO”, partiamo proprio da questo elemento per fare una breve analisi sul portato simbolico ed emotivo del Natale

Che il Natale stia arrivando, noi di Ancona non potevamo non essercene accorti. La ruota panoramica, temporaneo testimonial nel paesaggio urbano, è lì a rammentarlo anche ai più distratti.

Bypassando discussioni e polemiche su “Ruota SI” o “Ruota NO”, partiamo proprio da questo elemento per fare una breve analisi sul portato simbolico ed emotivo del Natale. La ruota, nell’immaginario collettivo, richiama il passato, dunque storia e tradizioni. Le prime ruote sono state costruite, infatti, tra la fine dell’ottocento e i primi del novecento nelle grandi città, in occasione di grandi eventi espositivi. Le luci di questa grande giostra verticale richiamano l’allegria e lo stupore dell’infanzia. Ma più di ogni altra cosa, la ruota rappresenta e testimonia il clima di festa che il Natale inevitabilmente porta… o dovrebbe portare. Non sempre e non per tutti è così, e aver vissuto almeno un Natale triste è un’esperienza molto comune.

La non sintonia tra il proprio vissuto emotivo e l’ambiente addobbato a festa acuisce il disagio, a volte affiora un senso di colpa, e ne consegue un aumento anche del senso di solitudine e di inadeguatezza. E’ stata chiamata Christmas Effect (o Christmas Blues) la deflessione emotiva che può presentarsi durante o subito dopo le feste. Studi e ricerche rivelano che c’è una maggiore richiesta di aiuto per problemi psicopatologici passate le festività (The Christmas Effect on Psychopatology Sanson R.A, Sansone L.A). Le persone che possono più facilmente cadere nel “blues natalizio” sono coloro che vivono un malessere di tipo sociale-esistenziale generato da cambiamenti recenti nella propria vita. L’interruzione di una relazione, la perdita del lavoro, un lutto.

Non solo. Rallentare il ritmo di lavoro offre l’occasione di aver più tempo libero per pensare e per fare bilanci sulla propria vita, in un periodo congeniale dato l’avvicinarsi della fine dell’anno. Rimuginare e focalizzarsi su quanto non si è raggiunto riduce la stima di sé e attenua la percezione della propria efficacia ad incidere sulla propria vita. Influiscono anche la diversa qualità e quantità della luce solare essendo i giorni più corti dell’anno e, in questo caso, si parla di aspetti legati al Disturbo Affettivo Stagionale. Accanto, lo stress per gli obblighi sociali e iperconsumistici legati alle feste. Il focus emotivo di questa depressione è solitamente correlato alle relazioni affettive. Le feste offrono l’occasione di passare più tempo a casa e in famiglia, anche con parenti e persone che non si incontrano in altri momenti dell’anno. Le difficoltà relazionali irrisolte riemergono, come le questioni sospese, spesso cariche di tensioni e risentimento. Pensare che il clima di bontà natalizio possa aiutare è irrealistico, se non c’è una presa di coscienza dei blocchi relazionali ed una autentica volontà ad incontrare le ragioni dell’altro.

In questa atmosfera pervasa da senso di appartenenza e radicamento alle tradizioni, non avere un partner o una famiglia accentua il senso di solitudine. Questo stress emotivo sembra aver un ruolo importante anche nei problemi cardiocircolatori che si presentano con maggior frequenza in questo periodo (ovviamente accanto a eccessi alimentari di cibo e alcool, al cambio dello stile di vita come il dormire meno e avere ritmi completamente diversi rispetto ad altri periodi). Il Natale, per chi lo vive con senso religioso ma anche per chi non crede è, dunque, denso di significati e carico di emozioni. E’ per tutti un rito collettivo e implica il “sacro” inteso come esperienza di comunione con il gruppo, la famiglia, la società (E. Durkheim). Le parole chiave sono famiglia, casa, infanzia fortemente interconnesse.

Per la psicologia ambientale, che si occupa delle reciproche influenze tra psiche e ambiente, i luoghi della vita di un individuo ne costituiscono il suo “passato ambientale”, dimensione fondante dell’identità. In occasione di un evento rituale come il Natale, tornare ai luoghi del proprio passato diventa un’esperienza fortemente catalizzatrice. Rivedere luoghi antichi, ripercorrere strade e vie dell’infanzia, risentire odori e suoni dimenticati riaccendono ricordi ed emozioni, ammantati da un velo di nostalgia. Ma più semplicemente, entrare nelle case di nonni o genitori che per l’occasione sono state decorate con palle e angioletti con cui si giocava da bambini. Affiora il mito dell’infanzia felice e il rimpianto per averla perduta o per non averla mai vissuta, privati di affetto, doni, attenzioni. Emerge anche l’attesa e l’aspettativa di ciò che ci spetta di diritto.

Ma se per molti le feste acuiscono pensieri depressivi e ansiosi, legati alla mancanza e alle aspettative, quali strategie si possono mettere in atto per vivere meglio questo periodo? Tutto ruota attorno alla consapevolezza, che si traduce nell’ ascoltare e comprendere ciò che stiamo vivendo, nel riconoscere le emozioni e nel provare ad accoglierle. Abbracciare la propria malinconia, non camuffarla o sfuggirla, permette di vivere anche i momenti di serenità. Vivere contemporaneamente sentimenti contrastanti è possibile. Ci si può dare la possibilità di trasgredire gli obblighi sociali e di rompere gli schemi con ironia.

E allora:

  • Natale non è solo con i tuoi…parafrasando il modo di dire comune. Evitare di partecipare a momenti che tutto diventano tranne che piacevolmente conviviali. Divertirsi a trovare scuse originali per svicolare da situazioni palesemente di facciata. Accettare l’invito di un amico di passare il Natale con la sua famiglia, se sono persone con cui si sta bene. Inserirsi in un’iniziativa comunitaria, di volontariato o associativa. O se si vuol vivere la propria solitudine (o singletudine), fare una cosa che non ci si è mai concessi di fare all’insegna del ben-essere.
  • Provare a ridurre le aspettative rispetto a cose che dovevano essere fatte o si volevano fare in un certo modo: pranzi, decori, vestiti, regali per tutti. Darsi la possibilità di non fare tutto quello che si è sempre fatto o di farlo in modo differente all’insegna della leggerezza.

E’ così salutare e divertente mettere in atto comportamenti nuovi e fuori dagli stereotipi, sorprendere gli altri e in primo luogo se stessi.

L’augurio del gruppo degli psicologi IPSE per le festività del 2017 è proprio quello di rispolverare la vena creativa e di riappropriarsi della giocosità tipica del bambino. Magari, facendo un giro sulla tanto chiacchierata ruota, perché no..

Catia Mengucci - Dott.ssa in Scienze Psicologiche dell’Intervento clinico e Counselor - Esperta in Psicologia dell’Abitare - Collaboratrice di IPSE Ancona

Per contattare gli psicologi di Ipse Ancona, scrivere a ipse@poliarte.org

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