Mercoledì, 23 Giugno 2021
Psicologia della notizia

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Psicologia della notizia

A cura di Istituto Europeo di Psicologia ed Ergonomia (IPSE) di Ancona

Caldo torrido, i suoi effetti sui comportamenti e la mente umana

Recenti studi hanno dimostrato che la temperatura dell'ambiente in cui viviamo condiziona notevolmente il funzionamento del nostro cervello modificando i risultati dell'attività cerebrale. Ma quale'è il collegamento tra il caldo e la mente?

Credit Infophoto

In questi giorni la nostra provincia è assediata da ondate di caldo torrido e tassi di umidità inauditi, che rendono qualsiasi attività quotidiana, anche la più facile, molto complicata e faticosa. Recenti studi hanno dimostrato che la temperatura dell'ambiente in cui viviamo condiziona notevolmente il funzionamento del nostro cervello modificando i risultati dell’attività cerebrale. Ma quale’è il collegamento tra la temperatura atmosferica e il funzionamento della mente? Innanzi tutto occorre ricordare che il cervello è un organo. E, come tutti gli altri organi del corpo umano, ha bisogno di energia per funzionare. Che si tratti di atti fisici o mentali, l’organismo utilizza sempre la stessa fonte di energia: il glucosio. Il glucosio viene utilizzato dal cervello per tutte le funzioni mentali, da quelle più semplici alle più complesse, come prendere decisioni, esercitare l'autocontrollo, regolare le risposte emotive, o risolvere problemi. Ma il glucosio - questa fondamentale fonte di energia fisica e mentale - è una risorsa limitata, che quando il clima è eccezionalmente caldo (o eccezionalmente freddo), viene utilizzata per mantenere una temperatura interna salutare (per evitare il colpo di calore o l’ipotermia). Il processo di regolazione della temperatura corporea, necessario per la sopravvivenza, ha un costo energetico notevole, vengono consumate grandi quantità di glucosio.

Durante i periodi di caldo torrido l’organismo esaurisce quasi completamente sue le risorse energetiche e di conseguenza le funzioni cognitive si riducono. Il cervello funziona “un po’ peggio" del solito, diminuiscono la capacità di prendere decisioni, la concentrazione, la motivazione e si modificano le strategie di pensiero, l’umore e le emozioni. Nei mesi estivi quando le colonnine di mercurio si alzano, oltre agli effetti cognitivi, si possono osservare sulle persone anche dei cambiamenti comportamentali, infatti aumentano le liti, i divorzi, e purtroppo anche le aggressioni e gli stupri. “Il corpo umano genera adrenalina e testosterone in risposta a un caldo eccessivo - scrive John Simister della University of London su Stress and Health - questo tiene la temperatura entro limiti accettabili, ma ha come effetto collaterale un aumento dell'aggressività". Il calore ambientale eccessivo ha molti effetti psicologici negativi, gli individui hanno una maggiore propensione all’irritabilità, ai comportamenti violenti e all'abuso di sostanze. Diversi ricercatori stanno cercando di individuare le condizioni ottimali del funzionamento psicologico e cerebrale, ma le variabili da tenere in considerazione sono molte, come temperatura, umidità, ore di esposizione al sole. Sembra esistere un range di temperature ideali all'interno del quale il nostro cervello “funziona al meglio". 


Dr.ssa Eleonora Strappato: Psicologa del lavoro e delle organizzazioni, Psicoterapeuta cognitivo-costruttivista in formazione – collaboratrice di IPSE Ancona

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