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Salute

Covid e residenze anzani, il Gruppo Solidarietà scrive ai sindaci

Una lettera per richiamare l'attenzione sulle Residenze per anziani in tempo di pandemia

Il Gruppo Solidarietà scrive ai sindaci dell'Ambito Territoriale Sociale 9. La richiesta è quella della convocazione del comitato per evitare che diventi una normalità la «periodica chiusura delle strutture così come la residualità degli accessi (per poco tempo, a distanza di molti giorni, in condizioni di poca privacy, ecc.), nella consapevolezza che a ogni blocco degli accessi, per molte persone, si aggiunge un nuovo trauma». Sono circa 850 i soli anziani ricoverati nelle diverse tipologie di residenze presenti nel territorio Ats9. Sono presenti in 14 Comuni (circa il 65%) su 21. In alcuni casi anche con la presenza di più strutture nello stesso Comune. I familiari coinvolti sono qualche migliaio.

La lettera

«La recrudescenza, in queste settimane, dei contagi nelle residenze per anziani del nostro territorio, fortunatamente nella maggior parte dei casi con sintomi lievi, ha determinato di nuovo la chiusura delle strutture a visitatori e familiari con la conseguente interruzione delle relazioni con le persone ricoverate. Una situazione che, a distanza di due anni dalla prima ondata, rischia di riproporsi periodicamente con effetti molto pesanti su persone già fortemente provate. Come è noto spesso i familiari non garantiscono solo la continuità degli affetti e delle relazioni, ma sostengono, al fine di migliorare la qualità di vita dei loro cari, anche l’attività di assistenza (ad esempio nei pasti o nel favorire il movimento).

Dovremmo evitare che diventi una normalità la periodica chiusura delle strutture così come la residualità degli accessi (per poco tempo, a distanza di molti giorni, in condizioni di poca privacy, ecc.), nella consapevolezza che a ogni blocco degli accessi, per molte persone, si aggiunge un nuovo trauma. Occorre inoltre scongiurare un altro esito: che questo problema riguardi esclusivamente le strutture, le persone ricoverate ed i loro familiari e non sia invece sentito come un problema di tutta la comunità.

Il rischio è quello di condannare all’invisibilità tante persone che hanno dato e continuano a dare molto alle nostre comunità. Sono circa 850 i soli anziani ricoverati nelle diverse tipologie di residenze presenti nel nostro territorio (ATS). Sono presenti in 14 Comuni (circa il 65%) su 21. In alcuni casi anche con la presenza di più strutture nello stesso Comune. I familiari coinvolti sono qualche migliaio. Se non vogliamo condannarli ad una ulteriore marginalità è necessario mettere effettivamente all’attenzione la loro condizione di vita.

Se tutto quanto sopra rappresenta valore, se riteniamo importante dare voce alle condizioni di vita di queste persone chiediamo, su questo tema, la convocazione della Comitato dei sindaci.

Mettiamo a tema queste questioni, facciamo sentire meno sole le persone, i loro familiari ma anche gli operatori. Se la “protezione” si nutre di relazione, assumiamoci la responsabilità di non lasciare queste persone da sole con i loro problemi. Sono questioni che riguardano ognuno di noi!»

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