Salute

Infarto del miocardio, l’ospedale di Torrette è sul podio nazionale: i numeri

Il portale “Dove e come mi curo” ha realizzato un'indagine sugli ospedali italiani più performanti per volume di ricoveri per infarto miocardico acuto

Foto di repertorio

Il portale “Dove e come mi curo” ha realizzato un'indagine sugli ospedali italiani più performanti per volume di ricoveri per infarto miocardico acuto, per numero di interventi di bypass aortocoronarico e per volume d'interventi di angioplastica coronarica. L'Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona - Presidio Umberto I, è al 3° posto in Italia con 302 interventi di bypass aortocoronarico eseguiti nel 2018. La struttura, oltre a vantare alti volumi, mantiene anche una bassa mortalità a 30 giorni dall'intervento (che deve mantenersi inferiore o uguale all’1,5%): pari all'1,16%.

A livello regionale, nelle prime posizioni per numero di ricoveri per infarto miocardico acuto ci sono: al 1° posto l'Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona - Presidio Umberto I, al 2° il Presidio Ospedaliero Mazzoni di Ascoli Piceno, al 3° l'Ospedale Generale Provinciale di Macerata, al 4° l'Ospedale Augusto Murri di Fermo e al 5° l'Ospedale San Salvatore di Pesaro. Quanto al volume d'interventi di bypass aortocoronarico, l'unica struttura pubblica o privata accreditata che nella Regione effettua questo tipo di intervento è l'Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona - Presidio Umberto I. Riguardo al numero di interventi di angioplastica coronarica: al 1° posto c'è l'Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona - Presidio Umberto I, al 2° il Presidio Ospedaliero Mazzoni di Ascoli Piceno, al 3° l'Ospedale Generale Provinciale di Macerata, al 4° l'Ospedale San Salvatore di Pesaro e al 5° l'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Urbino.

«Questo risultato dipende in gran parte dalle strategie di prevenzione cardiovascolare e dalla consapevolezza sempre più diffusa dell’importanza di avere stili di vita corretti», dice Marco Di Eusanio, direttore della Cardiochirurgia dell’AOU Ospedali Riuniti di Ancona. «La riduzione dei ricoveri, in particolare per quanto riguarda gli infarti STEMI, i più urgenti, si deve molto anche all’efficacia dalla prevenzione farmacologica con statine, antiaggreganti e al miglior controllo dell’ipertensione arteriosa», aggiunge Gian Piero Perna, direttore del reparto di cardiologia dell’ospedale.
 

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