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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Salute

Infezione bile, endoscopia ERCP ad immunodepresso: «Grande soddisfazione professionale»

Il dottor Giammarco Fava dell'Inrca ha usato un duodenoscopio monouso, ovvero uno strumento ‘usa e getta’ che garantisce la massima sterilità

Da alcuni mesi presso l’Ospedale INRCA di Ancona si effettuano delle procedure endoscopiche particolari e complesse chiamate colangiografie retrograde endoscopiche, il cui acronimo è ERCP o CPRE. Gli esami vengono eseguiti dal medico gastroenterologo presso la sala radiologica su pazienti affetti da malattie a carico delle vie biliari e pancreatiche. «Il dottor Fabio Tarsetti, Responsabile della UOSD di gastroenterologia ed endoscopia digestiva e il Dottor Giammarco Fava, entrambi in forza all’Ospedale INRCA di Ancona da Dicembre 2020, hanno arricchito una funzione importante, attiva anche presso il presidio di Osimo, con la loro più che trentennale esperienza nella gestione dei pazienti con malattie gastroenterologiche». si legge in una nota dell'Inrca. 

«E’ noto che l’incidenza delle malattie benigne e maligne delle vie biliari aumenta con l’età- continua la nota- La litiasi della colecisti, ad esempio, costituisce il 20-40% delle malattie geriatriche e in studi autoptici è stata dimostrata essere presente nel 51,9% dei soggetti con età compresa fra i 70 e 80 anni e nel 52,5% degli ultraottantenni. Come altri pochi centri in Italia l’INRCA è dotato di strumenti ed accessori all’avanguardia che permettono di effettuare queste delicate procedure endoscopiche in condizioni di sterilità».

«E’ stato un obbiettivo importante e significativo, oltre che una grande soddisfazione professionale- commenta il dottor Fava -aver effettuato la scorsa settimana, con il pieno supporto e stimolo della Direzione Generale, una ERCP su un paziente immunodepresso che presentava una colangite acuta, ovvero una infezione della bile sostenuta da calcoli nelle vie biliari, utilizzando un duodenoscopio monouso, ovvero uno strumento ‘usa e getta’ che garantisce la massima sterilità. L’utilizzo di questi dispositivi sterili abbatte il rischio di infezione. Nel caso specifico il paziente è stato dimesso dopo 2 giorni senza problemi».  (Foto di repertorio)

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