rotate-mobile
Salute

Diabete, ne soffrono 80mila marchigiani: i dati regionali

I dati che riguardano 80 mila marchigiani con diabete, cioè quasi il 4,4 per cento della popolazione, sono emersi nel corso del convegno che si è tenuto oggi in Regione “ Cities Changing Diabetes"

ANCONA - Più si sale di altitudine e maggiore è l’incidenza del diabete nella nostra regione, una situazione socio demografica determinata da vari fattori (maggiori individui con età anziana over 65, maggiore distanza dai presidi sanitari, grado di istruzione, probabilmente alimentazione  e anche reddito) . I dati che riguardano 80 mila marchigiani con diabete, cioè quasi il 4,4 per cento della popolazione, sono emersi nel corso del convegno che si è tenuto oggi in Regione “ Cities Changing Diabetes" e organizzato da Health City Institute,  Regione Marche e Politecnica delle Marche,  sono riportati dall’ATLAS Cities Changing Diabetes Marche. Un documento che è il primo passo per mettere a punto azioni concrete del progetto internazionale  - della University College di Londra e del danese Steno Diabets Center - che valuta l’impatto dell’urbanizzazione sulle malattie croniche come il diabete e in particolare nelle metropoli.

Le Marche , con una popolazione di 1 milione e 500 mila abitanti che la fa assimilare ad una metropoli e soprattutto la sua ventennale rete diabetologica integrata,  sono la prima regione italiana ad aver aderito a questo progetto internazionale, insomma un caso di studio virtuoso. “ Siamo orgogliosi di poter apportare un contributo prezioso a questo progetto molto importante – ha sottolineato il presidente Francesco Acquaroli in apertura del convegno – perchè rientra nelle strategie della Regione e del Piano Socio Sanitario applicare  misure di prevenzione delle malattie croniche e il diabete è senz’altro un asset prioritario del Piano. Strategie di prevenzione che rientrano in quel percorso della sanità di prossimità in cui l’ospedale deve essere l’ultimo presidio a cui ricorrere. Mi fa molto piacere che siamo la prima Regione ad aderire a questo progetto per la marcata sensibilità e attenzione sul tema Diabete perché sappiamo bene quale impatto ha sul sistema sanitario, sui malati e sulle famiglie e questo progetto aiuterà a migliorare ancor più i servizi sanitari.” 

La Regione Marche è entrata nel progetto nel 2021 e si aggiunge ad altre grandi città italiane ( Roma, Milano, Torino, Napoli, Bari, Bologna, Genova ) insieme a molti Enti, Istituzioni, amministrazioni locali e associazioni sanitarie e a 44 città nel mondo per un totale di 200 milioni di cittadini che aderiscono al progetto Cities Changing Diabetes.

“Un progetto molto importante già inserito nel Piano Socio Sanitario – ha evidenziato l’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini -  e che va corroborato. La nostra regione conta delle associazioni su questa malattia molto significative in termini di organizzazione e progettualità , quindi credo che il Diabete sarà una delle patologie croniche su cui puntare la massima attenzione nei prossimi anni. Intanto abbiamo già previsto nel Bilancio lo stanziamento di 9 milioni di euro per apparecchiature tecnologiche che consentano di trattare questa malattia con strumenti di telemedicina già a partire dagli studi aggregati di medici di base.  Si costruisce una rete che è già stata monitorata dall’Unione Europea e premiata e in quella direzione contiamo di dare un servizio sempre più puntuale ai nostri pazienti diabetici.“

Al convegno erano presenti molto esperti,  medici e rappresentanti delle associazioni, oltre al Rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Stefano Gregori che ha ricordato la costruttiva collaborazione con la Regione in questi anni e il significato di un “progetto che può in futuro promuovere azioni concrete per una concreta riduzione dell’incidenza di questa patologia.”. Massimiliano Petrelli – endocrinologo e presidente del Comitato Scientifico Marche Cities Changing Diabetes – ha posto l’accento sulla rete diabetologica marchigiana, spiegando come i Centri Diabetologici siano in rete, con un unico database clinico – epidemiologico, un’unica cartella clinica all’interno della rete, elementi che garantiscono al cittadino un’equità della cura e la possibilità di muoversi tra i centri senza portare documentazione cartacea. Un sistema che permette alla Regione di avere a disposizione tutti i dati inerenti al diabete , raccolti in maniera omogenea e  standardizzata.

“ Queste peculiarità rendono le Marche una regione unica nel suo genere – ha evidenziato Gian Marco Revel, presidente del Comitato esecutivo regionale del progetto -  e ciò ha spinto a fare riflessioni sul legame diabete – territorio che permetteranno di attivare policy mirate al contenimento della malattia. “. In collegamento anche Andrea Lenzi , presidente Health City Institute e del Comitato nazionale Biosicurezza e Biotecnologie – che ha sottolineato l’importanza dell’ATLAS come una mappatura significativa per la ricerca, l’analisi e l’osservazione , in linea con le finalità del progetto che vuole mettere in luce il fenomeno con dati e evidenze per agire concretamente in considerazione del crescente numero di persone con diabete e conseguenti costi economici e sociali.” 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Diabete, ne soffrono 80mila marchigiani: i dati regionali

AnconaToday è in caricamento