Mascherine, dalla "igienica" alla "FFP3" : come, dove, quale usare

Diversi tipi di mascherine, diverse sigle. Ecco quali sono le principali differenze

Foto Ansa

Non tutte sono uguali, c’è quella che protegge noi ma non gli altri e viceversa. Di mascherine ne esistono diverse tipologie, ma visto che nella “Fase 2” saranno ancora più necessarie ecco una guida su come riconoscerle e usarle correttamente. 

Mascherine, parla l'esperto della Regione Marche | VIDEO

La metto sempre? 

La mascherina va usata in contesti dove c’è elevata circolazione di virus, ma anche dove è difficile mantenere la distanza tra persone potenzialmente infette (tenere presente gli asintomatici). Inutile dire che per chi lavora a contatto con il virus come gli operatori sanitari la mascherina è più che necessaria. Le mascherine diventano utili anche per tutti i cittadini che si muovono e che lavorano durante una pandemia come quella da Covid-19: se infatti il virus, stando alle ultime ricerche scientifiche, non resterebbe “sospeso” nell’aria, una protezione in più riduce comunque al minimo la possibilità di contagio.

Quella giusta…

Come detto inizialmente, non tutte le mascherine proteggono allo stesso modo. Ne esistono diversi tipi: 

Uso igienico 

E’ la tipologia più semplice, un prodotto generico, che non va bene per l’uso sanitario

Chirurgica 

Sono le classiche mascherine tre veli (strati di tessuto-non tessuto plissettato). Si indossano con elastici o lacci e, oltre a dover rispettare dei precisi requisiti, sono sottoposte a test per verificare che le goccioline di saliva non passano oltre. 

Filtrante 

Dalle mascherine “filtranti” inizia l’ormai nota denominazione “FFP” (Filtranti facciali per la protezione individuale). La filtrante blocca il passaggio delle particelle virali ma anche i fumi potenzialmente pericolosi. Essendo dispositivi di protezione a tutti gli effetti, vengono sottoposti a controlli rigidamente disciplinati. La capacità protettiva viene classificata in una scala da 1 a 3. Da qui il nome FFP1, FFP2, e FFP3. Le più usate, in ambito sanitario, sono le ultime due grazie al loro potere filtrante del 94% (FFP2) e 99% (FFP3). 

Come toglierle

La regola base è quella di togliere la mascherina partendo dall'elastico e non dalla parte anteriore, perché su questa potrebbe essere presente il virus. Per lo stesso motivo gli esperti sconsigliano di lasciarle sul tavolo della cucina o su un mobile, mentre è meglio scegliere una "zona filtro" all'ingresso della casa o, se vi è la possibilità, una parte all'esterno e lasciare il dispositivo almeno 24 ore.

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