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Domenica, 5 Dicembre 2021
Salute Jesi

Artrite reumatoide, nelle Marche ne soffrono in 6mila: terapia innovativa al "Carlo Urbani"

Una nuova speranza arriva da terapie innovative appena approvate e già disponibili. Fondamentale agire tempestivamente, come dichiara il professor Fausto Salaffi

L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica che provoca la progressiva distruzione della cartilagine e dell’osso, con conseguente deformazione articolare e disabilità e che colpisce 1 persona ogni 250 nelle Marche. Molti pazienti non raggiungono la remissione clinica e soffrono per il dolore, l’affaticamento, la rigidità articolare mattutina e le riacutizzazioni della malattia. Una nuova speranza arriva da terapie innovative appena approvate e già disponibili. Fondamentale agire tempestivamente, come dichiara il professor Fausto Salaffi, Responsabile del Centro per la Diagnosi Precoce e la Terapia delle Artriti della Clinica Reumatologica (EAC), Dipartimento di Scienze Cliniche e Molecolari dell’Università Politecnica delle Marche e dell’area di “Ricerca Clinica e di Base” dell’Ospedale Carlo Urbani di Jesi: «L’artrite reumatoide è una patologia infiammatoria cronica autoimmune che può essere fortemente disabilitante e che può compromettere in maniera importante la qualità della vita. Il suo bersaglio è costituito primariamente dalle articolazioni, che diventano gonfie, dolenti e, soprattutto al mattino, molto rigide con conseguenti difficoltà e limitazioni nei movimenti. Se non trattata per tempo, si verificano deformazioni articolari nell’80% dei casi».

Dopo l’approvazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), è ora disponibile nelle Marche una terapia innovativa per l’artrite reumatoide che si somministra una volta al giorno per via orale. «Oggi all’Ospedale Carlo Urbani abbiamo una nuova opzione terapeutica che ha dimostrato di migliorare in modo significativo i segni e i sintomi della malattia- spiega Salaffi- Si tratta di un nuovo farmaco, Upadacitinib, che si assume una volta al giorno per via orale con grandi risultati in termini di efficacia e sicurezza. L’elevata capacità di raggiungere la remissione clinica è uno degli elementi differenzianti di questa terapia, uno stato in cui i sintomi sono più gestibili e potrebbero non esercitare alcun impatto sulle attività quotidiane. Si tratta di un importante passo in avanti sia per i medici reumatologi che per i pazienti. La formulazione in compresse, peraltro, è ampiamente gradita dai pazienti. L’evoluzione in atto della dinamica demografica, l’emergenza Coronavirus e la conseguente modificazione dei bisogni di salute della popolazione, con una quota crescente di anziani e patologie croniche, rendono necessario un ridisegno strutturale ed organizzativo della rete dei servizi, soprattutto nell’ottica di rafforzare l’ambito territoriale di assistenza reumatologica- continua Salaffi- risulta, pertanto, prioritaria la necessità di recuperare il contatto costante fra paziente e medico curante, per evitare la compromissione di stati patologici e assicurare la tempestività della diagnosi e la continuità delle terapie. La disponibilità di nuove molecole con un favorevole rapporto costo-efficacia potranno risultare utili per supportare i decisori nei processi di efficientamento del sistema sanitario, ottimizzandone l’uso delle risorse disponibili».

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