Salute

Allergia, ne soffrono 4 bambini su 10: come curarla (anche) a distanza

Il punto statistico con lo specialista Gianluigi Marseglia: cause, sintomi e rimedi per l'allergia ai tempi del Coronavirus.

Repertorio

La SIAIP, Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica, aprla chiaro: il 40% di bambini sotto i 14 anni soffre di una qualche allergia. Gianluigi Marseglia, direttore della clinica pediatrica dell’Università di Pavia, ha fatto il punto su Today.it riguardo alle cause più comuni e i possibili rimedi.

Cos è l’allergia 

L’allergia è una condizione causata dall'ipersensibilità del sistema immunitario a sostanze tipicamente innocue dell'ambiente e che si mantiene per tutta la vita con diverse sintomatologie e manifestazioni, anche se non è possibile prevederne l'espressività clinica, cioè la gravità dei sintomi che la patologia potrà determinare. Ma quali sono le ragioni di questa epidemia? Oltre al contatto con sostanze potenzialmente allergiche, il disturbo si manifesta nel caso di una predisposizione genetica

Il primo segnale 

Nel bambini, spiega Marseglia, i sintomi interessano principalmente la pelle: la prima manifestazione di un’alterata risposta del sistema immunitario nei confronti di sostanze estranee infatti è la dermatite atopica, una malattia che si esprime particolarmente nei primi anni di vita. Col passare degli anni si rendono più evidenti altre manifestazioni, soprattutto a carico dell'apparato respiratorio, come la rinite allergica e l’asma. 

Le risposte della medicina

Ma cosa si può fare per fronteggiare questa crescita esponenziale delle allergie tra i bambini, di cui oltretutto non possiamo prevedere l’evoluzione in termini di gravità nel tempo? Gli esperti della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica stanno cercando di trovare delle risposte, sia sul fronte della ricerca di base, sia sul piano clinico, mettendo in campo la medicina di precisione e una precoce identificazione dei soggetti a rischio di sviluppare forme severe in cui intervenire con la prevenzione, ma anche la telemedicina e l’intelligenza artificiale con i big data. «Grazie alla ricerca di base stiamo cercando di capire come l'ambiente riesce a modulare la genetica. La comprensione dei meccanismi molecolari alla base delle manifestazioni allergiche sta consentendo di sviluppare farmaci intelligenti che vanno a centrare con precisione il meccanismo che innesca la reazione allergica. Si tratta di un intervento che rientra nella medicina di precisione: oggi per esempio – continua Marseglia - disponiamo di anticorpi monoclonali intelligenti con cui siamo in grado di curare anche nei bambini le malattie allergiche gravissime come per esempio le forme gravi di asma o di dermatite atopica. Una seconda linea di ricerca mira a individuare i fattori che possono permetterci di identificare precocemente i soggetti a potenziale rischio di sviluppare forme severe, nei quali possiamo instaurare una prevenzione ambientale, alimentare o farmacologica per evitare che questi individui possano andare incontro a forme persistenti più gravi. Tutti temi che affronteremo in occasione del prossimo congresso della SIAIP ». 

Cura a distanza

Un contributo a una più completa gestione dei piccoli pazienti allergici viene anche dalla tecnologia. Ad esempio, un ruolo importante è giocato dalla telemedicina.  «“Stiamo allestendo dei sistemi di telemedicina per la gestione telematica a distanza dei bambini allergici e questo ha diversi vantaggi. Un primo beneficio è sul piano economico perché, non dovendosi spostare, i genitori non sono costretti a perdere giorni di lavoro per portare i bambini a fare le visite; i controlli a distanza consentono inoltre un monitoraggio strettissimo. Per esempio – conclude il Presidente SIAIP- nel caso di un piccolo paziente asmatico possiamo chiedere a lui o ai suoi genitori di eseguire ripetute spirometrie i cui risultati ci consentono di modulare la terapia sulla base delle modificazioni osservate. Si tratta di uno straordinario successo frutto dell'evoluzione tecnologica che, ai tempi del Covid, trova una ricaduta ancor più importante. Un altro aspetto, che stiamo portando avanti e che costituirà un punto di forza del nostro prossimo congresso, è rappresentato dalla realizzazione di un progetto di intelligenza artificiale con i big data, un campo in cui siamo fra i primi ad addentrarci. Un conto infatti è valutare informazioni relative a poche decine o centinaia di pazienti, un altro è raccogliere i dati di migliaia di pazienti affetti da una malattia allergica. Si tratta di informazioni che potranno consentire di migliorare la gestione diagnostica e terapeutica dei nostri pazienti».
 

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