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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Fitness

Palestre e centri fitness, come riapriranno nel 2021: lo studio di Sportclubby

La pandemia ha colpito duramente l'attività delle palestre che, nel 2021, si preparano a rialzare la testa con una modalità sportiva "ibrida"

Prima della pandemia, senza il bisogno di restrizioni, il 70% degli sportivi frequentava palestre tre o più volte a settimana. Con le restrizioni e fino alle chiusure di ottobre, il 63% ha dovuto ridurre l’impegno. I dati sono stati elaborati e diffusi dalla piattaforma Sportclubby, la principale in Italia per prenotare corsi online o in palestra e servizi dedicati ad ogni tipo di sport. La ricerca analizza anche i possibili scenari del 2021, in particolare con attivtà sportive sempre più “ibride”: non solo allenamenti in palestra, ma anche corsi online e outdoor, mentre i club diventeranno vere e proprie piattaforme di servizi legati a sport e benessere. Parallelamente, l'evoluzione digitale del rapporto palestre - allievi contribuirà alla diffusione di tecnologie e servizi innovativi. Secondo i dati infatti 7 italiani su 10 torneranno ad allenarsi in presenza appena sarà di nuovo possibile, il 16% degli intervistati ha dichiarato che affiancherà ai corsi in sede anche attività online e/o outdoor. A questi si aggiunge una nuova fascia di utenti, che prevede di allenarsi soprattutto in livestreaming (3%) o con lezioni registrate on demand (1%). Inoltre, i corsi online potrebbero permettere ai club di espandere il proprio mercato in tutta Italia: infatti, 1 italiano su 3 dichiara che nel 2021 si allenerebbe online anche con palestre o trainer al di fuori della propria area territoriale. Per quanto riguarda le attività outdoor, invece, il 7% degli sportivi dichiara che sceglierebbe di allenarsi all'aperto se supportato dal proprio centro o istruttore di fiducia, mentre il 3% preferisce allenarsi esclusivamente all’aperto senza pagare un’iscrizione in palestra. Infine, un probabile cambiamento futuro riguarderà gli orari in cui ci si allena, influenzati dalla crescita e dall'applicazione stabile dello smart working in molte aziende italiane: il 36% degli intervistati, infatti, praticherà sport anche in orari non “di punta”. Questo potrebbe portare ad un’offerta di corsi più dilazionata nel corso del giorno o ad un incremento del consumo online “on demand”.

Cosa chiederemo alle palestre

Come abbiamo visto, il rapporto con lo sport sarà sempre più influenzato dal digitale. Tra le aspettative degli sportivi che frequentano club e centri sportivi, il 62% degli intervistati vorrebbe che il proprio club utilizzi delle tecnologie adeguate per offrire servizi su misura, come corsi negli orari più richiesti o promozioni basate sui propri gusti ed esigenze. Altrettanto importante, poi, è anche l’applicazione di un modello multi-servizio, facilitato da strumenti digitali: il 44% degli sportivi, infatti, vorrebbe poter affiancare all'iscrizione in palestra anche altre opzioni legate a sport e benessere (come la visita medica, essere seguiti da un nutrizionista e/o un fisioterapista, poter praticare meditazione, etc), mentre il 21% si aspetta nel 2021 anche un’offerta integrata di strumenti per facilitare la pratica sportiva, come pagamenti digitali, assicurazioni, servizi di trasporto casa-palestra per ragazzi e welfare aziendale. Infine, il 18% degli intervistati vorrebbe che il rapporto con la community di sportivi nata quest'anno su social e app venga coltivato anche in futuro, per ricevere aggiornamenti costanti e stimoli nuovi e sempre diversi.

I limiti dello sport online 

Se è vero che oltre la metà degli sportivi (52%) ha praticato sport online durante i lockdown, è anche vero che il 48% ha rinunciato a questa opzione. Ma perché? Tra gli ostacoli principali allo sport online hanno inciso l’assenza di spazi adeguati in casa (36%), ma anche l’impossibilità di praticare il proprio sport o relativi esercizi di potenziamento a distanza (32%). Per il 24% degli sportivi intervistati, poi, la presenza di familiari o animali che interrompono la lezione è stato il motivo principale di abbandono, mentre il 20% ha rinunciato allo sport online per staccare dal pc e dal mondo digitale, dovendo trascorrere troppo tempo su dispositivi elettronici e piattaforme di videochat per lavoro. Inoltre, alcuni degli intervistati (14%) non hanno praticato sport online poiché non possedevano le competenze e gli strumenti tecnologici di base, come anche la volontà di acquisirli, mentre il 10% non ha trovato online corsi adeguati al proprio livello di abilità ed esperienza. Per concludere, è importante notare come alcune di queste difficoltà e problematiche potranno essere risolte in futuro, sia grazie alla riapertura di scuole e aziende che ridefinirà gli spazi e i tempi destinati allo sport online, sia grazie al delinearsi di un’offerta digitale sempre più completa ed in linea con le esigenze degli sportivi.
 

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