"Viagra naturale" e fonte di vitamine, ma il peperoncino può anche far male

Una breve guida per conoscerne benefici e danni del peperoncino

Il peperoncino fa bene o male? Nessuna risposta boom! La verità sta nel mezzo, anche se recenti studi scientifici hanno messo in luce importanti proprietà benefiche di questa pianta introdotta in Europa ai tempi di Colombo. Tra questi:

- la capacità di ridurre il colesterolo cattivo nel sangue

-  abbassa il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

- la capsaicina, sostanza principale del peperoncino, viene oggi utilizzata in medicina anche nelle cure contro il dolore dovuto a psoriasi, neuropatia o artrite e le vengono attribuite, inoltre, virtù antibatteriche, anti-diabetiche e, addirittura, anti-cancerogene.

- fonte di vitamine come la A, la C, i flavonoidi, la luteina e il beta-carotene, tutte sostanze conosciute per le proprietà antiossidanti, in grado di contrastare i radicali liberi.

- effeti digestivi

- afrodisiaco: aumenta la sensibilità delle terminazioni nervose e del battito cardiaco e stimola il rilascio delle endorfine, come avviene nel rapporto sessuale. Alcuni lo considerano una sorta di “viagra naturale”, in virtù del miglioramento che apporterebbe in caso di disfunzione erettile.

Quando fa male 

- Effetto irritante: può causare bruciore alle mani in caso di contatto, fino a più serie irritazioni di occhi, naso e gola. Per questi motivi è bene maneggiare il peperoncino con attenzione, utilizzare guanti in lattice e non toccarsi gli occhi o la bocca se si è venuti a contatto con la spezia.

- Irritazione delle vie urinarie e dell’intestino: è sconsigliato nella dieta per il reflusso gastroesofageo o a chi soffre di gastrite e ulcera, in quanto potrebbe aggravare la situazione. Alimenti piccanti e peperoncino non sono adatti neanche a soggetti “delicati”, come donne in gravidanza o in allattamento e bambini sotto i 12 anni.

- Casi estremi: sviluppo di cancro alla prostata, fegato e all’intestino. La correlazione dei tumori  con un abuso di peperoncino è stata riscontrata dalla comunità scientifica dei paesi che fanno ampio uso di spezie in cucina, come India e America Latina. Gli urologi, in particolare, sono preoccupati della diffusione del peperoncino come “viagra naturale”, in quanto se consumato in eccesso, stimola la prostata, ma rischia di irritarla, con conseguente prostatite e sviluppo di tumori alla ghiandola, tra le principali cause di morte della popolazione maschile.

Le buone norme

Se non volete rinunciare al peperoncino, è bene conoscerne virtù e limiti, seguendo qualche buona regola:

•    consumare cibo piccante non più di due volte alla settimana

•    mangiare cibo piccante non a stomaco vuoto

•    il peperoncino va usato in modiche quantità, all’interno di pasti che comprendano, preferibilmente, anche frutta e verdura freschi e latticini leggeri (che proteggono le muscose).

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