Diversità ed inclusione, da Estra e Viva Servizi un impegno per abbattere le differenze

Ad abbracciarlo, sottoscrivendo, ieri a Roma, il “Patto Utilitalia - La Diversità fa la Differenza”, Estra, primo operatore delle Marche nella distribuzione di gas ed energia elettrica e Viva Servizi, la società di gestione del servizio idrico integrato nella zona di Ancona

Il presidente Estra Macrì

ANCONA – Un comune programma di principi e di conseguenti impegni per promuovere il Diversity Management nelle attività aziendali. Ad abbracciarlo, sottoscrivendo, ieri a Roma, il “Patto Utilitalia - La Diversità fa la Differenza”, Estra, primo operatore delle Marche nella distribuzione di gas ed energia elettrica e Viva Servizi, la società di gestione del servizio idrico integrato nella zona di Ancona.

Politiche aziendali inclusive a tutti i livelli dell’organizzazione, misure di conciliazione dei tempi vita-lavoro, gestione del merito trasparente e neutra rispetto alle diversità di genere, età, cultura, adozione di sistemi di monitoraggio dei progressi conseguiti e politiche di sensibilizzazione interne ed esterne, sono alcuni dei sette impegni contenuti nel Patto per la Diversity di Utilitalia, che rimane un documento aperto per tutte le associate. “La diversità e l’uguaglianza sono due concetti indissolubili. – ha dichiarato Francesco Macrì presidente di Estra - L’uguaglianza implica pari diritti e pari opportunità, senza distinzione alcuna. Questo patto è un buon inizio. Certo dobbiamo ancora fare molti passi in avanti per rispettare un concetto così basilare e apparentemente scontato. Passi avanti nella società e nelle aziende. Anche in Estra, nonostante nel 2018 per la prima volta la percentuale di scatti di carriera sia stata maggiore tra le donne (10% contro il 5% degli uomini), vogliamo impegnarci sempre di più per far emergere la diversità che è un valore aggiunto”.

Per Chiara Sciascia, presidente di Viva Servizi Spa, Società a capitale pubblico, gestore unico di ambito del Servizio Idrico Integrato, su un territorio di 43 Comuni delle province di Ancona e Macerata, «occorre comprendere e valorizzare le differenze sia per garantire l’efficienza e la migliore organizzazione sia per dare concretezza alla funzione etica e sociale delle nostre imprese. In qualche modo siamo tutti diversi e ciò non è tanto (o non solo) riconducibile alle differenze di genere ma al fatto che siamo individui unici. Per quanto concerne Viva Servizi stiamo studiando con la nostra Direzione Risorse Umane opportunità di miglioramento di questo percorso in un contesto aziendale nel quale la presenza delle donne in posizioni apicali, aldilà della presidenza della sottoscritta, sono rilevanti. Altro tema molto caldo è l’integrazione tra i dipendenti più esperti e meno orientati alle innovazioni tecnologiche e i neo assunti che hanno evidentemente inclinazioni a dinamiche più smart e più facilità di apprendimento ma meno conoscenze acquisite nella pratica quotidiana. Crediamo nell’integrazione e nella contaminazione di buone pratiche per trasmettere il sapere in maniera orizzontale facendo sì che il know-how sia a disposizione dell’azienda e non solo del singolo individuo. Abbiamo aderito con convinzione a questo protocollo con l’auspicio che si traduca in atti concreti e con l’impegno a che venga recepito da tutti i soggetti interessati». 

Primi firmatari, oltre ad Estra e Viva Servizi, altre 25 aziende di servizio pubblico: A2A, ACEA, Acqua Campania, Acqualatina, AQP, AIMAG Mirandola, Alia, AMA Roma, AMAP, AMIU Genova, ASIA Napoli, ASM Magenta, CVA, Gruppo Dolomiti Energia, Gruppo CAP, HERA, Iren, MM, Padania Acque, Siciliacque, SMAT, Tea Mantova, UniAcque, Veolia Italia e Veritas. Il Patto è stato elaborato dalla Commissione istituita un anno fa da Utilitalia per la valorizzazione e gestione della diversità, con il contributo attivo delle associate e con il supporto di Valore D e della Fondazione Belisario.

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Nel corso del Convegno “ALL THAT WE SHARE L'inclusione come risorsa” che ha preceduto la firma – al quale sono intervenute, oltre alle associate alla Federazione, la Ministra delle pari opportunità Elena Bonetti e realtà quali IBM Italia, Google Italy e Valore D – sono state affrontate le numerose sfaccettature del D&I secondo diverse esperienze nazionali e internazionali, in ambito public utilities e non. Il termometro sulle tendenze in atto in tema di diversity nelle imprese dei servizi pubblici è stato fornito da una ricerca Utilitalia-ACTA effettuato su un campione di 25 aziende di provenienze geografiche e dimensioni diverse. Dalla ricerca – con evidenze principalmente qualitative data dalla natura complessa del tema - risulta una crescita della presenza femminile (che si attesta oggi al 23%), mentre il personale di origine straniera è fermo all’1,29%. Quasi tutte le aziende intervistate dispongono di un proprio sistema di welfare aziendale e, in particolare, di strumenti di flessibilità per la conciliazione dei tempi di vita con quelli lavorativi. Tra le buone politiche adottate spiccano la contaminazione di competenze (per favorire il ricambio generazionale fra i nuovi assunti e senior), la scuola dei mestieri, l’intergeneration lab, l’inserimento dei dipendenti stranieri e la lotta al digital divide. E’ necessario ancora compiere un ulteriore passo per rendere esteso e completo il monitoraggio sul tema e più efficace la comunicazione sui risultati.

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