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Una struttura per accogliere, ascoltare e “recuperare” gli uomini autori di violenza sulle donne: 123 richieste di aiuto nel 2022

Una struttura per accogliere, ascoltare e “recuperare” gli uomini autori di violenza sulle donne. Ci sta lavorando il Comune di Ancona per poter affrontare al meglio una problematica che ha fatto registrare dall’inizio dell’anno 123 accessi al Centro Antiviolenza

Una struttura per accogliere, ascoltare e “recuperare” gli uomini autori di violenza sulle donne. Ci sta lavorando il Comune di Ancona per poter affrontare al meglio una problematica che ha fatto registrare dall’inizio dell’anno 123 accessi al Centro Antiviolenza, trasferito giusto lo scorso settembre nei più ampi locali della nuova sede di via Senigallia. È quanto emerso ieri sera nel corso dell’incontro organizzato dal Soroptimist Club di Ancona con l’assessore ai Servizi Sociali, Emma Capogrossi, in occasione del 25 Novembre, Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne. Una data da segnare in calendario in tinta arancio come le luci che, su richiesta del Club, illumineranno da domani diversi monumenti cittadini: l’Arco Clementino e il Teatro delle Muse ad Ancona oltre a Questura e Comando Provinciale dei Carabinieri ma anche il Centro Pergoli a Falconara e il Teatro Cortesi a Sirolo.

“Il nostro – ha spiegato la presidente delle soroptimiste, Antonella Daniele – è un impegno costante per un problema sociale che presenta anche aspetti culturali più profondi. Con il Comune di Ancona abbiamo lavorato tanto, lo spirito di collaborazione è molto forte”. Collaborazione che nel tempo ha portato alla realizzazione di numerose strutture di appoggio. Dalla Casa di Demetra, che dal 2016 a oggi ha ospitato 14 donne (più 10 minori) da avviare verso un percorso fatto di sostegno psicologico, formazione e lavoro verso la possibilità di una ritrovata autonomia, alle “Stanza tutta per sé”, le aule che oggi si trovano in Questura in via Gervasoni, al Comando Provinciale dei Carabinieri alla Montagnola e alla Polizia Postale alla Baraccola per raccogliere le denunce delle donne vittime di violenza atti persecutori in un ambiente confortevole che le faccia sentire a proprio agio, in sicurezza. “Se pensiamo che solo nel 1996 la violenza sessuale è diventato un reato contro la persona anziché, come era considerato prima, contro la morale, di strada ne abbiamo fatta tanta – la riflessione dell’assessore Capogrossi – e oggi la Rete Antiviolenza coinvolge tanti soggetti che condividono informazioni e procedure: servizi sociali, organi giudiziari, organi di polizia, centri antiviolenza, associazioni. Oggi affrontiamo anche l’aspetto culturale, lavorando molto con le scuole fin dalle primarie e ora ci stiamo concentrando anche sugli uomini. È stato dimostrato che dove si affrontano progetti di ascolto i reati diminuiscono. L’obiettivo è creare centri per uomini maltrattanti in ogni provincia attraverso anche soluzioni abitative temporanee che in caso di urgenza permettano alle donne di restare nella casa familiare. Il problema è il reperimento di immobili. Il Comune di Ancona sta cercando appartamenti ma non ne trova”.

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