Giovedì, 23 Settembre 2021
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Polipi della colecisti, un passo avanti nella lotta: a Villa Igea un centro specializzato

La casa di cura anconetana, già in passato leader per gli studi nel settore, ha strutturato un percorso diagnostico-terapeutico che sarà riservato ai pazienti con problematiche di calcoli e polipi della colecisti che possono portare a gravi complicazioni

La Casa di Cura Villa Igea apre il Colecisti Center. E’ stato recentemente attivato un percorso diagnostico-terapeutico dedicato, sulla scorta dell’attività svolta dalla Chirurgia Generale negli ultimi anni e della relativa casistica, dedicato ai pazienti con problematiche di calcolosi (litiasi) o di polipi (adenomatosi) della colecisti, una piccola sacca adesa al fegato che funge da serbatoio per la bile da essa prodotto e detta anche cistifellea. Queste patologie benigne, se trascurate, possono portare a gravi complicanze, in alcuni casi mortali.

«Le patologie della colecisti – spiega Giovanni Dalla Serra, chirurgo generale a Villa Igea - sono patologie molto frequenti, benigne e trattabili in assoluta sicurezza soprattutto in centri dedicati. E’ molto importante che i pazienti sappiano, magari resi edotti dai propri medici di base o grazie ad open day dedicati, che si tratta di patologia benigna ma non banale in quanto, se trascurata, può avere conseguenze di estrema gravità, anche mortale. Per evitare anche complicanze chirurgiche è molto importante sottoporsi nei tempi giusti all’intervento, che è l’unico trattamento della calcolosi o adenomatosi della colecisti».

A Villa Igea sono stati trattati con metodiche mininvasive da settembre a oggi oltre 110 pazienti con tasso di conversione dello 0%, cioè senza dover ricorrere alla tecnica tradizionale a “cielo aperto”, che prevede un’incisione ampia nell’addome, oltre che senza complicanze e con rientro al domicilio dopo due giornate di degenza. Come si formano i calcoli della colecisti. La cistifellea è un organo dell’apparato digerente che ha lo scopo di immagazzinare la bile prodotta dal fegato per poi rilasciarla nell'intestino tenue durante la digestione, in particolare quella dei grassi. La bile è un liquido di colore verde formato da una miscela di colesterolo, sali biliari e lecitine. Finché queste sostanze sono miscelate tra loro in quantità giusta la bile resta fluida. Nel caso in cui, invece, si crei nell’organismo un alterato metabolismo dei grassi – ad esempio, quando se ne ingeriscono troppi nella dieta - allora si altera la quantità di colesterolo nella bile stessa, che precipita sotto forma di cristalli intorno ai quali si stratificano e cristallizzano i sali biliari. Si formano così i calcoli della colecisti.

«Circa il 15% della popolazione occidentale - spiega Piero Tomassetti, chirurgo generale a Villa Igea - è affetta da litiasi della colecisti, chiamata anche colelitiasi, ovvero presenza di calcoli nella colecisti, con maggiore incidenza nelle donne. In Italia l’incidenza varia dal 7 al 12% in quelle regioni la cui dieta è guarda caso più ricca di grassi, soprattutto insaturi quali quelli di origine animale. I calcoli sono delle piccole formazioni dure e simili a piccoli sassi. Possono essere formati raramente da colesterolo, ma molto più spesso da un sale duro e insolubile, il bilirubinato di calcio.

Le dimensioni possono variare da pochi millimetri a qualche centimetro, così come la quantità (singoli o multipli). “Particolare attenzione – prosegue - va prestata ai calcoli multipli di piccole dimensioni (microlitiasi) che possono passare direttamente dalla colecisti nella via biliare principale creando possibili gravi conseguenze quale l’ittero o la pancreatite acuta, malattia molto grave che può portare a morte il paziente nel 20% dei casi nonostante le cure mediche». Ogni patologia, dunque, che determini un’alterata produzione o presenza dei grassi nel sangue costituisce un fattore predisponente alla formazione dei calcoli: l’eccesso di colesterolo nel sangue, l’obesità, la gravidanza, il digiuno prolungato, l’uso di estrogeni e la famigliarità.

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