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Filisetti scatena polemiche per la lettera del 25 aprile, i sindacati: «Intervenga il ministro»

Tornano venti di bufera nei confronti del direttore dell'Ufficio scolastico regionale delle Marche. I sindacati si dicono «esterrefatti e profondamente sconcertati per quelle parole»

Marco Ugo Filisetti

Scatena non poche polemiche la lettera di Ugo Filisetti, direttore dell'Ufficio scolastico regionale delle Marche. Il dirigente era stato già nell'occhio del ciclone l'anno scorso per uno scritto, inviato a ragazzi e ragazze in occasione del 4 novembre, con frasi che sarebbero suonate come una chiamata alle armi. Questa volta, invece, nel ginepraio delle polemiche finisce una missiva, scritta il 21 aprile e messa in bacheca ieri, per la festa del 25 aprile, la Liberazione d'Italia dai nazi-fascisti. Sono diversi i punti che fanno discutere e che hanno provocato reazioni da più fronti politici e sindacali. In un passaggio si legge: «Quell’immane conflitto ha visto un’Italia scissa e martoriata, un’Italia che si è fronteggiata per le rispettive ragioni, per i rispettivi sogni di cui era carica: uno scontro marcato dal ferro e dal sangue che ha diviso, frantumato». Poi prosegue: «Ma dopo quella grande catastrofe, ci sia ora il superamento delle antitesi disperate, delle demonizzazioni reciproche, il riconoscimento per tutti nella propria storia, per ricostruire giorno per giorno questa Italia, per proiettare nel mondo un’Italia unita, forte, libera , con un suo destino, che possa fronteggiare col lavoro la competizione mondiale». Nelle conclusioni aggiunge: «Questa è la missione forte affidata a voi, nuove generazioni: non la fazione, non la setta, non i rancori, non gli odi dietro i quali i popoli si sfaldano. E quindi rimanete sempre uniti, pur nelle diverse idee, siate strumento di amicizia per cambiare la società e siate coraggiosi come solo la gioventù sa esserlo». E infine «Questa Costituzione resterà opera vana se tutti insieme, comunque la si pensi, non riusciremo a dare un’anima, una passione alla nostra comunità nazionale, perché i progetti si realizzano se diventano passione, fede e destino».

Immediata la reazione dei sindacati: «Le Segreterie regionali delle Cgil Marche e della Flc Cgil Marche sono esterrefatte e profondamente sconcertate per l’ennesimo messaggio che il Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, Marco Ugo Filisetti, ha inviato alle studentesse e agli studenti marchigiani in occasione del 25 Aprile, Giornata della Liberazione. Banale e stucchevole nella sua foga nostalgica e revisionista, ormai a ogni anniversario sembra non voler perdere occasione per scrivere a studenti e studentesse vestendo i panni di un tribuno, ruolo che non gli compete affatto: il Ministro intervenga subito». Anche la Uil non ha mancato di esprimere il suo dissenso: «Ancora una lettera agli studenti marchigiani, in concomitanza di feste nazionali, fuorviante e divisiva» attacca Claudia Mazzucchelli, segretaria regionale della Uil Marche.

Il senatore fermano Francesco Verducci, vice Presidente Commissione Cultura e Istruzione del Senato, tuona: «È intollerabile questo sfregio ai valori della nostra democrazia e della nostra Costituzione nata dalla Resistenza. La scuola ha il dovere di contrastare luoghi comuni che sono l’anticamera della discriminazione e del bullismo e di educare alla pace e alla solidarietà, di costruire cittadini consapevoli di un passato che è stato e che non può essere cancellato con artifici di retorica nazionalista». Chiude il Pd marchigiano che in una nota specifica: «Non è accettabile che fascismo e nazismo vengano minimizzati come semplici “ragioni” e “sogni” di chi combatté contro Alleati e Partigiani. Si tratta di un atteggiamento molto pericoloso che, lungi dal fondare solidi legami di unità nella comunità nazionale, avvalla la circolazione di revisionismi profondamente nocivi. Non si festeggia "la fine della seconda guerra mondiale", ma la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo».

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