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Violenza nel calcio giovanile, il caso Turchi. Scendono in campo psicologa e guida spirituale

Don Dino Cecconi, Guida Spirituale della Scuola Calcio Giovane Ancona, che ha esortato gli adulti a non fare i bulli

ANCONA - Violenza nel calcio giovanile, l'ultimo episodio in ordine di tempo riguarda l'ex calciatore biancorosso Turchi picchiato in carrozzina da un genitore a margine di una partita di Under 17 e lancia l'ennesimo allarme su un calcio sempre più "malato" sul fronte educativo, dal campo agli spalti. Che fare? “Occorre prima di tutto dare noi adulti il buon esempio. Non è possibile che i nostri ragazzi vedano i genitori litigare o peggio alzare le mani in tribuna”. A parlare è l’esperta Claudia Brasili, Psicologa della Scuola Calcio Giovane Ancona. Ad ascoltarla dirigenti, tecnici e genitori della Società Biancorossa, che si sono ritrovati per riflettere insieme sui recenti episodi di maleducazione e violenza verificatisi proprio nell'ambito del calcio Giovanile.

L’incontro ha visto tra gli altri i saluti del Presidente Diego Franzoni e del Coordinatore Tecnico Sandro Santini, affiancato dalla Vice Presidente Lorella belvederesi e coadiuvato nel ruolo da Marco Impiglia e Maurizio Lucarini. C'è stato anche il contributo di don Dino Cecconi, Guida Spirituale della Scuola Calcio Giovane Ancona, che ha esortato gli adulti a non fare i bulli: “I veri bulli a volte siamo noi, istruttori, più che educatori. Dobbiamo ricordarci che i ragazzi hanno bisogno di essere capiti oltre che allenati, accompagnati nella crescita”. Ha coordinato il giornalista Maurizio Socci.

“Vanno rinforzati i comportamenti “positivi”. In che modo? “Premiando gesti – ha spiegato la Dott.ssa Brasili – anche semplici, ma mai scontati, di sportività, fair play, altruismo, amicizia. Spesso, senza che ce ne accorgiamo, i nostri giovani calciatori dimostrano di essere migliori di noi adulti. Hanno solo bisogno di sentirsi apprezzati”.

L’incontro si è reso urgente alla luce di quanto accaduto nel corso delle ultime settimane nelle Marche: due arbitri donna insultate, epiteti razzisti rivolti contro atleti di colore, perfino risse sugli spalti tra genitori di baby calciatori.

“Siamo tutti nella stessa squadra! Ha esortato il Presidente Franzoni, che è anche insegnante di scuola e quindi affronta ogni giorno le problematiche dei ragazzi. Questo è un primo incontro, ne faremo altri, schierando i nostri esperti, la Dott.ssa Brasili e il nostro Don Dino. Per confrontarsi con un obiettivo comune: fare sport per coltivare le persone che crescono dentro e fuori dal campo di calcio. Solo insieme è possibile: tecnici, dirigenti, ragazzi e genitori devono sentirsi una squadra. Solo così, condividendo i principi di lealtà, fair play, educazione e inclusione lo sport dà il meglio di sé”.

Tante le testimonianze condivise durante l’incontro. Il Fondatore della Giovane Ancona Michele Maccione ha ricordato l’importanza del ruolo dei genitori, che un tempo tendevano a giustificare meno i ragazzi, mentre oggi li difendono anche di fronte a errori che invece in adolescenza sono più che fisiologici: “Lasciamoli sbagliare e spieghiamo loro il modo giusto, anziché dare la colpa all’allenatore o all’arbitro di turno”. Davide Finocchi, Mister dell'Under 17, ha condiviso un episodio positivo verificatosi in questo campionato: “Abbiamo subito un rigore oggettivamente inesistente, il fallo si era verificato fuori area e di parecchio, noi dalla panchina ce ne siamo subito accorti. La cosa che mi ha stupito e reso orgoglioso è che i nostri ragazzi non hanno protestato minimamente, hanno accettato la decisione pur in una partita molto importante e delicata”. In arrivo per loro un dono e una piccola festa in campo da parte della Società biancorossa.

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