Venerdì, 19 Luglio 2024
Attualità

Nelle Marche c'è una vignaiola hippie americana che produce vino senza vigna nè cantina

Azienda agricola Lalè si trova a Poggio San Vicino, in provincia di Macerata, ed è gestita dalla sola Alecia Ball. Dagli Stati Uniti in Italia con il sogno di fare vino artigiano recuperando vecchie vigne

Alecia Ball, pur non avendo viti né cantina, è riuscita a produrre vini naturali di eccellenza nelle Marche. Si è stabilita a Poggio San Vicino, in provincia di Macerata, nel 2015, scegliendo di dedicarsi alla viticoltura. La sua piccola azienda, chiamata Lalè, produce solo 2000 bottiglie all'anno, principalmente distribuite localmente, con una piccola quantità di olio come prodotto secondario. La sua passione per l'agricoltura è nata negli Stati Uniti, suo paese d'origine, e si è poi rafforzata in Italia.

La viticoltrice americana che si è innamorata dell’Italia

“Sono nata nel Maine, una zona molto rurale, da una famiglia di hippie. Fin da piccola ho sempre avuto contatto diretto con la natura” racconta Alecia Ball, 43 anni. Infatti già nel suo paese e grazie alla sensibilità dei suoi genitori, che coltivano la terra e sono dediti alla caccia, inizia ad appassionarsi di questi temi. “Nel Maine non c’è una cultura vitivinicola anche se in casa abbiamo sempre prodotto in maniera artigianale birra e sidroI miei genitori mi hanno inoltre insegnato l’importanza di un’alimentazione corretta e sana” ci spiega. Inizia così a lavorare in alcune società che si occupano di certificazioni biologiche, poi per distributori di frutta e ortaggi fino a che non si sposta in Europa per il servizio civile. “Ero in Romania quando ho deciso di iscrivermi all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in Piemonte, per frequentare un master”, e dall’Italia non si è più mossa.

La svolta l’ho avuta partecipando a Critical Wine, una fiera indipendente sul vino naturale, che mi ha cambiato la vita. Ho deciso di rimanere in Italia e dedicarmi solo al vino”, racconta Ball. Prima lavorando in alcune cantine piemontesi e poi, una volta imparato a fare vino, trasferendosi nelle Marche.

Il recupero delle vigne e degli ulivi a Cupramontana, nelle Marche

La scelta delle Marche, come racconta Alecia Ball, è dovuta alla presenza sul territorio di tantissimi vigneti a bacca bianca. “Sono una grande appassionata di vino bianco e penso che il verdicchio e il trebbiano che qui si coltivano sono una bellissima espressione”. Così grazie a una rete di amici inizia a lavorare in alcune aziende enologiche fino a che non decide di aprire la sua. “Lalè è molto piccola, non possiedo né vigne né una cantina mie perché ci vorrebbe un investimento troppo grande che non posso permettermi”, ma questo non ferma la sua voglia di fare vino. Così inizia a parlare con i produttori di zona, intercetta alcuni vigneti abbandonati e antieconomici, gestisce piccoli appezzamenti di terra per conto di famiglie che non sanno più cosa farci. “Il problema dell’abbandono delle vigne è molto sentito in Italia. Io tramite l’affitto del terreno cerco di pormi come custode di questi luoghi facendo un vino senza denominazione, in maniera totalmente artigianale”.

CONTINUA A LEGGERE QUI

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Nelle Marche c'è una vignaiola hippie americana che produce vino senza vigna nè cantina
AnconaToday è in caricamento