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Venerdì, 1 Luglio 2022
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Lo “Stocco de San Ceriago” sa di ripartenza: «La tradizione per aiutare chi ha subito la pandemia»

Il presidente dell’Accademia dello stoccafisso Pericle Truja racconta il binomio tra la Fiera e la tradizione culinaria

ANCONA- Lo stoccafisso degli anconetani e per gli anconetani. Attraverso la bella iniziativa che si svilupperà dal 2 al 13 maggio (sabato e domenica esclusi) in ben 31 ristoranti del capoluogo, la tradizione culinaria dorica tornerà ad essere grande protagonista. Lo “Stocco de San Ceriago”, con un menù concordato da 27 euro che comprenderà un antipasto, trecento grammi di stoccafisso all’anconetana con patate, un calice di vino, acqua e caffè, oltre ad accompagnare il ritorno della Fiera dopo due anni di stop a causa del Covid servirà anche per aiutare i tanti ristoranti che, nel periodo di pandemia, hanno pagato a caro prezzo chiusure e restrizioni:

«Sono estremamente soddisfatto di questa iniziativa che l’amministrazione, in particolare nella persona del vicesindaco Sediari, continua ad appoggiare – ha spiegato il presidente dell’Accademia dello stoccafisso all’anconetana Pericle Truja (nella foto sotto) – Contribuiamo, in primis, a diffondere sempre di più questo piatto della tradizione anconetana e aiutiamo questi ristoratori che nel periodo pandemico hanno subito chiusure forzate, restrizioni e notevoli danni non trovando nei ristori governativi uno strumento sempre idoneo per la reintegrazione totale o parziale».

 Pericle Truja - Presidente-2

A livello tecnico, come detto, saranno trentuno i ristoranti del territorio (riconoscibili dai tratti distintivi posizionati all’esterno) che aderiranno all’iniziativa esclusa per i sabati e le domeniche nonché per il primo maggio: «Specifichiamo che non si tratta di una conviviale organizzata dall’Accademia, quindi non certifichiamo o garantiamo la qualità dello Stoccafisso. Ognuno lo prepara con la ricetta che ritiene migliore e lo propone ad un prezzo assolutamente vantaggioso. Penso che la risposta sarà ottimale, gli anni scorsi in quattro giorni si registrarono migliaia di presenze complessive. Perché escludere sabato, domenica e primo maggio? In quei giorni i ristoranti fanno già il pieno per conto loro, a noi interessava aiutarli nel corso della settimana».

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