Da Tarvisio ad Ancona in monopattino, la sfida di Stefano: «E' la mia ca..ata di luglio»

L'agente di polizia locale sta percorrendo in monopattino la dorsale adriatica fino al capoluogo marchigiano. Un viaggio diventato anche "social"

Stefano Giusto

«Perché fino ad Ancona? Perché le mie ferie stanno finendo altrimenti sarei arrivato in Puglia». Il viaggio che non ti aspetti è quello di Stefano Giusto, 41 anni, agente di polizia locale di Venezia. In questi giorni sta percorrendo la dorsale adriatica da Tarvisio al capoluogo Marchigiano a bordo di un monopattino elettrico. «Adesso mi trovo a Cesenatico e sto mangiando un boccone- ha raccontato Stefano, raggiunto telefonicamente – ad Ancona prevedo di arrivare sabato». Il suo è un tour di circa 500 chilometri, portato avanti tra piste ciclabili e strade urbane dove c’è il limite di 50km orari. «La mia è una sfida per mandare un messaggio ecologico, di rispetto dell’ambiente – spiega Stefano- pensate che da Ancona volevo tornare a casa in barca a vela, ma purtroppo non ci sono i tempi per farlo e risalirò in treno». 

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L'idea non ci ha messo molto ad arrivare. «Mi ero chiesto “quale ca..ata posso fare in due settimane a luglio”? Inizialmente volevo arrivare a Roma in monopattino- racconta Stefano- l’idea però l’ho scartata dopo due minuti perché c’era l’Appennino e non si riesce a farlo con questo mezzo. A quel punto ho deciso per la Puglia, ma non c’erano molte piste ciclabili- continua Stefano- un mio amico ciclista mi ha quindi consigliato di partire dal confine con l’Austria, sfruttando la ciclovia Alpe Adria e l’ho percorsa fino a Udine. Da lì ho calcolato dove sarei potuto arrivare in due settimane, e il dito è caduto su Ancona». Stefano è in piena tabella di marcia, sta sfruttando tutte le sue ferie per un viaggio affascinante e avventuroso che è diventato anche social. Le imprese del 41enne possono essere infatti seguite sul suo profilo Instagram (@stefano.giusto10). Di pomeriggio, quando e dove può, si ferma in spiaggia  a prendere il sole. Il suo zaino però pesa circa 15 kg, perché oltre al telo mare c’ è biancheria di ricambio, maglie, integratori, camere d’aria di emergenza e attrezzi vari per il monopattino: «A Udine ho forato e ho dovuto fare 15 chilometri a piedi, era il secondo giorno. Poi ho trovato un sottopasso allagato dopo 10 km di sterrato, ho dovuto mettere il monopattino in spalla ed entrare nella melma». Nonostante tutto non manca tanto al traguardo: «Se lo rifarò? Sono tentato- conclude Stefano- sto già pensando a un altro giro ma con un monopattino che garantisca maggior autonomia». 
 

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