Sabato, 18 Settembre 2021
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Spostamento tra regioni nelle seconde case, come funziona? Tutte le indicazioni

La nuova circolare interpretativa inviata dal Viminale ai prefetti chiarisce che lo spostamento verso altri territori (in zona rossa, arancione, gialla)

Foto di repertorio

Ieri il Viminale ha inviato ai prefetti una nuova circolare interpretativa del decreto-legge 14 gennaio 2021 n. 2 e del Dpcm 14 gennaio 2021. Il documento è molto rilevante perché toglie tutti i dubbi su alcuni elementi della nuova stretta, decisa dal governo Conte per arginare la diffusione del virus sul territorio italiano. I punti di domanda riguardavano soprattutto gli spostamenti fuori Regione verso le cosiddette "seconde case": si può andare nelle seconde case fuori regione? Non c'è un divieto espresso, ma non c'era nemmeno un chiaro via libera. O meglio, come scrivono i colleghi di Today.it, l'interpretazione secondo cui sarebbe possibile raggiungere una "seconda casa" fuori dalla Regione senza una "situazione di necessità", pareva - per l'appunto - un'interpretazione: perché di seconde case non v'è traccia, ma l'omissione può essere considerata significativa. Il documento è firmato dal capo di Gabinetto del ministero dell'Interno dott. Bruno Frattasi. Nella mattinata di martedì una precisazione del sottosegretario Achille Variati dissipa i dubbi residui. 

Nuovo Dpcm: spostamenti fuori regione cosa cambia davvero 

Sugli spostamenti si dice semplicemente altro, ovvero che è "sancito il divieto, in linea con la norma primaria contenuta nel decreto-legge n. 2/2021, e quindi con vigenza fino al 15 febbraio 2021, di ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, con l’eccezione di quelli motivati dalle suddette circostanze giustificative", ovvero come ormai sappiamo a memoria, "comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute". Si ricorda poi come è sempre stato finora, anche prima durante e dopo le ultime festività natalizie, che "è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. In virtù di tale ultima previsione, - si legge sempre nella circolare - gli spostamenti potranno avvenire verso aree regionali anche di colore "arancione" o "rosso"".

Circolare Viminale: rebus "seconde case" e abitazione

Insomma, si può viaggiare fuori regione? E' concesso se giustificato da situazioni di necessità, lavoro o salute, o se si deve rientrare al proprio domicilio, residenza o abitazione. Riferimenti alle seconde case stavolta non ve ne sono: di conseguenza non c'è un divieto espresso. La novità nella circolare del Viminale di ieri è proprio quella, in fondo. Infatti anche l'assenza del riferimento ha uno suo valore. Si chiarisce che si può sempre rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione anche se queste si trovano collocate fuori Regione. Qualche esempio: se sono domiciliato a Torino per lavoro, nel fine settimana posso tornare alla residenza a Milano, così come alla mia "abitazione", espressione questa il cui concetto giuridicamente è rimasto indefinito sino a quando il governo non ne ha tratteggiato i contorni nelle precedenti Faq. Possibile però ampliare i confini del concetto di "abitazione", in precedenza definito dal governo per l'appunto come "il luogo dove si abita di fatto, con una certa continuità e stabilità" o "con abituale periodicità e frequenza", con una "seconda casa" usata episodicamente per le vacanze (cioè per comprovate esigenze di turismo). Andiamo avanti.

La circolare ai prefetti ribadisce quindi che è sempre consentito il rientro alla residenza, al domicilio ed all'abitazione, anche fuori Regione. Far coincidere "abitazione" con "seconda casa" non sembra la cosa più scontata, e venirne a capo non sarà affatto semplice perché la differenza può essere più sfumata di quanto appaia in un primo momento: immobili affittati per breve tempo o multiproprietà fuori-regione rientrano tra quale tipo di abitazione?  La mancata chiarezza sulla questione è stata sollevata anche dal presidente della Toscana Eugenio Giani (Pd). "Voglio vedere e approfondire le fonti normative" ha detto, annunciando un’ordinanza per una stretta: chi ha la seconda casa nella Regione e viene da fuori potrà andarci solo a patto che abbia il medico di famiglia in Toscana. Altre Regioni potrebbero prendere esempio.

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