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Carenza di personale e sovraffollamento, il nuovo Garante incontra la Polizia Penitenziaria

Primo appuntamento di Giancarlo Giulianelli con le componenti che intervengono negli istituti, mentre prosegue la consueta azione di monitoraggio

Repertorio

Primo appuntamento di Giancarlo Giulianelli con le componenti che intervengono negli istituti, mentre prosegue la consueta azione di monitoraggio. Al centro dell’attenzione le criticità determinate dal divario esistente tra gli agenti assegnati e quelli effettivamente in servizio. Ad affiancare l’azione di monitoraggio degli istituti penitenziari effettuata dal Garante, anche una serie di incontri con le diverse componenti che operano in carcere. Primo appuntamento da remoto con i rappresentanti sindacali degli agenti di polizia penitenziaria, al quale hanno partecipato Nicando Silvestri (Sappe), Maurizio Gabucci (Cisl), Francesco Patruno (Cgil), Alfredo Bruni (Sinappe), Alessandro Scognamiglio (Uspp), Riccardo Casciato (Fsacnpp). «Ritengo che il carcere sia un ambiente simbiotico. Quando stanno bene i detenuti – ha sottolineato Giulianelli aprendo l’incontro - stanno bene anche tutti gli altri e viceversa. Proprio in questa direzione vanno affrontati i problemi in una visione complessiva, ma anche con la dovuta attenzione alle specificità di ogni singolo istituto».

Sul piatto della bilancia vecchie e nuove criticità legate soprattutto al divario tra gli agenti assegnati e quelli effettivamente in servizio, che attualmente si assesterebbe sulle 119 unità, con un primato su Montacuto (33) ed a seguire Fossombrone (28), Pesaro (25), Barcaglione (22), Marino del Tronto (17) e Fermo (6). Carenza di personale che si fa sentire soprattutto considerata la molteplicità delle mansioni espletate dagli agenti (sicurezza, trattamento e percorso di reinserimento dei detenuti); il sovraffollamento che, sia pure senza picchi elevati, si ripresenta in modo ciclico; i più volti evidenziati mutamenti nell’ambito della popolazione carceraria; i problemi strutturali che gravano sugli istituti. «Non da ultima la situazione sanitaria-si legge nella nota del Garante- dove si riscontra la  mancanza di personale specifico e che, ovviamente, ha riscontrato ulteriori problemi a causa dell’emergenza epidemiologica, a partire dal focolaio sviluppatosi nei mesi scorsi a Villa Fastiggi. Nel corso dell’incontro è stata posta in primo piano la necessità di superare la marginalizzazione in cui spesso ci si viene a trovare, sempre a causa dell’esistenza di un solo Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria chiamato a sovrintendere, ormai da diversi anni,  su Emilia Romagna e Marche.  Da parte del Garante l’impegno a seguire costantemente la situazione ed a rappresentarla nelle sedi opportune e l’illustrazione di alcuni progetti che saranno attivati nelle prossime settimane e che riguarderanno interventi di sostegno in diversi settori e il riavvio delle attività trattamentali».

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