Martedì, 16 Luglio 2024
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Sovraffollamento delle carceri. Sos del garante: «Un suicidio ogni tre giorni»

Giancarlo Giulianelli condivide e rilancia il documento del Conferenza nazionale che lancia l'allarme, ancora una volta su sovraffollamento, carenza di personale, l'assistenza sanitaria ed il disagio psicologico con un focus sui suicidi in carcere

MARCHE - Il garante regionale delle persone private della libertà delle Marche, Giancarlo Giulianelli condivide e rilancia il documento del Conferenza nazionale che lancia l'allarme, ancora una volta su sovraffollamento, carenza di personale, l'assistenza sanitaria, il disagio psicologico con un focus sui suicidi in carcere, specificando che ormai si è arrivati ad "uno ogni tre giorni".

Giulianelli torna a ribadire l'invito rivolto tre mesi fa dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a tutta la classe politica, su "misure, anche temporanee, volte ad alleggerire la tensione sulla popolazione carceraria", partendo dalla discussione e dall'approvazione di quelle per ridurre il sovraffollamento. Accanto a questo si ritiene che vada attuato "un modello di esecuzione penale, che si allontani il più possibile dalla visione carcerocentrica del sistema punitivo", anche attraverso una maggiore fruibilità di misure alternative alla detenzione. Secondo i Garanti, poi, è fondamentale che il carcere cessi di essere un luogo di "desertificazione affettiva" e occorre dare immediatamente seguito alla decisione della Corte costituzionale con cui è stata dichiarata l'illegittimità della norma che vieta lo svolgimento di incontri affettivi intimi e riservati. A preoccupare i Garanti, infine, "il lento scivolamento della politica penitenziaria da politica sociale a politica prettamente securitaria". Con un quesito specifico contenuto nell'appello, che riguarda il Disegno di legge, ora in Commissione giustizia, sul tema della "Sicurezza pubblica, tutela del personale in servizio nonché di vittime dell'usura e di ordinamento penitenziario", con la prevista introduzione di una fattispecie di reato ad hoc, volta a sanzionare le rivolte dei detenuti, anche quelle messe in atto in forme passiva

Gli stessi Garanti si chiedono cosa accadrebbe se venisse approvato ed evidenziato che "criminalizzare forme di resistenza dei detenuti (anche solo tre di loro), come il rifiuto del cibo o il mancato rientro dall'ora d'aria, è per certi versi paradossale, sinonimo di una visione 'sorvegliare e punire' e fortemente contrastante con i principi costituzionali europei e internazionali in tema di ordinamento penitenziario". Infine, dicono di credere "convintamente che uno Stato che ricorre con troppa disinvoltura alla sanzione penale e alla repressione, non sia uno Stato forte ma uno Stato debole". Di uno Stato "in grado di far sì che il tempo della detenzione abbia senso e sia funzionale al reinserimento sociale delle persone, come vuole la nostra Carta costituzionale. A tutela, sempre, della dignità umana".

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