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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Attualità

«Nessuna risposta alla nostra situazione»: i Navigator ricevuti dal prefetto

Una delegazione ha incontrato il prefetto Darco Pellos per discutere la preoccupante situazione lavorativa

ANCONA- "Considerato il perdurante silenzio del ministero del Lavoro sulla vertenza Navigator e il mancato avvio del tavolo di confronto annunciato in piazza dal ministro Orlando il 29 marzo scorso e la mancanza di risposta da parte dell’Assessore Aguzzi alla reiterata richiesta di confronto in merito alla situazione lavorativa dei Navigator operanti nella regione Marche, si torna in piazza a oltranza".  Con queste premesse le sigle sindacali di Felsa Cisl, Nidil Cgil e Uiltemp Uil si sono date appuntamento per il sit che si è svolto nel primo pomeriggio di oggi (13 aprile) in piazza del Plebiscito, proprio sotto la prefettura. Al termine dello stesso una delegazione ha incontrato il prefetto di Ancona Darco Pellos per far presente la delicata situazione lavorativa che avrà un suo seguito nella manifestazione nazionale di Roma prevista per il 20 aprile:

 Manifestazione 2-5-2

«Siamo qui per prendere posizione anche nei confronti della Regione Marche e dell’assessorato al lavoro che non ci ha ancora dato risposta alla nostra richiesta d’incontro – ha spiegato Valentina D’Addario di Nidil Cgil – Il 1 maggio quasi duemila (1900, ndr) lavoratori si troveranno senza lavoro, ed è paradossale vista la data e la ricorrenza. La scadenza, ad oggi, è il 30 aprile e dobbiamo intervenire. C’è chi ha svolto servizio, chi ha maturato competenza e non si possono disperdere tutte queste cose. Oltretutto c’è grande carenza di personale». Sulla stessa linea Ignazio di Chio di UIltemp Uil: «E’ emblematico che millenovecento lavoratori si troveranno, nel giorno della loro festa, senza lavoro. Hanno maturato esperienza su vari settori e vari territori e rischiano di andare a casa. Stiamo perdendo un’occasione campale per creare percorsi formativi». Infine, Martina Cascino di Felsa Cisl: «Siamo riusciti ad ottenere delle proroghe ma serve continuità lavorativa. La conclusione dei contratti può avere una ricaduta negativa incredibile in termini di servizi per la collettività e in termini di occupazione. La priorità è non disperdere l’esperienza accumulata da questi lavoratori».

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