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Sicurezza delle merci e sviluppo dei traffici, ADM: «Scanner decisivo per l’efficienza dei controlli»

Il direttore della Dogana di Ancona D’Arminio, ha sottolineato l’importanza delle nuove tecnologie applicate al presidio dei traffici portuali per garantire la legalità e il controllo

Roberto d'Arminio, direttore della Dogana di Ancona

Tecnologia, lotta agli illeciti e tutela della legalità, sviluppo dei traffici all’interno dell’area portuale. Un trinomio che, negli ultimi tempi, sta andando di pari passo e che ha portato nelle scorse settimane all’importante operazione anticontrabbando denominata “Sigar-Est”, conclusasi con il sequestro complessivo di 1 tonnellata e 320 chili di “bionde” di produzione estera e l’arresto dei 4 componenti della banda. Presente in prima linea, in cooperazione con il GICO della Guardia di Finanza, l’Ufficio delle Dogane di Ancona, che attraverso il suo direttore Roberto d’Arminio ha parlato dell’operazione con particolare riferimento al ruolo strategico delle nuove tecnologie. In primis quelle radiogene utilizzate dall’apparecchiatura scanner, a disposizione per il controllo di container e rotabili e fondamentale per consentire una strategia di controllo basata su un’efficace analisi dei rischi.

 «Al di là del dettaglio delle attività svolte e per quanto importanti i risultati conseguii, ciò che offre maggiori spunti di analisi è soffermarsi sul rapporto tra tecnologia e strategia di controllo. Disponiamo dello scanner da diversi anni e conseguito nel tempo diversi risultati di rilievo, ma ciò va contestualizzarlo in una più ampia modalità di intendere le procedure di presidio della legalità all’interno degli spazi doganali. Assegnare alla tecnologia dei compiti che prima dovevano essere svolti dai funzionari ci consente di ricollocare le risorse su attività maggiormente a rischio, in cui è determinante l’esperienza e la capacità di analisi dei fattori contingenti proprie del capitale umano. Tutto questo rientra nell’attività dell’analisi di rischio che ci permette controlli selettivi e a più alta probabilità di successo, operati verso soggetti e merci che possono presentare profili di pericolosità maggiori. In tal senso, fondamentale è tenere conto che l’individuazione degli illeciti costituisce fatto strumentale rispetto alla mission delle dogane, che ha come obbiettivo favorire lo sviluppo dei traffici internazionali rimuovendo le merci e gli operatori che non rispettano le regole, a favore dei soggetti virtuosi».

La lotta al contrabbando, in questo senso, pur essendo una delle attività più note e rilevanti tra quelle dell’Agenzia Dogane e Monopoli, assume un’importanza strategica e grazie a quanto anzidetto i benefici sono stati tangibili: «Quello del contrabbando di sigarette è un fenomeno endemico e in grado di perdurare nel tempo, perché collegato ai diversi costi e regole di produzione e tassazione vigenti nei Paesi extra-UE, che ne rendono conveniente l’importazione e commercializzazione illecita. È importante, come abbiamo fatto e stiamo facendo, che i controlli siano sempre più puntuali e che diano risultati positivi così da far risultare meno proficuo il le rotte del contrabbando che passano per il porto di Ancona. L’importanza strategica dello scanner emerge dal fatto che questi tabacchi esteri lavorati, o TLE destinati già ad un traffico organizzato, sono sempre stati sapientemente occultati (il carico di copertura era composto da 18 tonnellate di pellet in sacchi, ndr) prima di essere individuati grazie alle tecnologie di cui disponiamo».

 Il lungo periodo di pandemia, anche nel primo lockdown, non ha mai interrotto l’attività doganale che nelle difficoltà “sanitarie” in cui versava il paese è comunque riuscita a garantire la propria funzione istituzionale: «Il lockdown ha segnato un momento importante nell’evoluzione dei traffici – ha proseguito D’Arminio – La circolazione di mascherine, guanti e dispositivi di protezione individuale in generale si è logicamente intensificata con la Dogana che si è trovata a garantire la conformità alle norme sanitarie e di vario tipo delle merce che circolava, evitando flussi speculativi in una fase delicata dell’emergenza. Non è stato facile, soprattutto per la gestione del personale, ma la risposta che abbiamo dato è stata idonea al richiesto».

Per il futuro non mancano i propositi di accrescere ancor di più l’incisività dell’attività di controllo in ambito portuale. Un’attività di controllo, come viene specificato, posta al fine non di ostacolare ma anzi di garantire un sempre maggior incremento e velocità negli scambi commerciali delle merci conformi alle norme: «Parto con il dire che il rapporto tra tutte le istituzioni che svolgono i ruoli di attori nel porto di Ancona è positivo come sempre e attendiamo l’operatività di nuove nomine importanti e che a brevi diventeranno operative (Autorità di Sistema Portuale, ndr) per poterci confrontare e collaborare fattivamente tra di noi. L’Agenzia Dogane e Monopoli ha come attività maggiormente visibile al pubblico quella del controllo, ma è un controllo non fine a sé stesso ma che ha una funzione regolatrice degli scambi che produce un incremento progressivo degli stessi. Scambi che, naturalmente, dovranno essere basati su un contenuto conforme alle leggi. Il nostro compito è facilmente individuabile: siamo l'autorità di regolazione degli scambi internazionali, dobbiamo consentire alle merci regolari la possibilità di stare sul mercato velocemente e con minori costi possibili, escludendo nel contempo quelle irregolari e dannose ai consumatori ed alla leale concorrenza di mercato. In questo modo contribuiremo al realizzarsi di un’economia del Paese sana sia in termini di prodotto, sia di rispondenza ad obblighi fiscali e finanziari, oltre che a tutelare gli operatori commerciali corretti le cui merci rispettano le regole e i consumatori».

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