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Sciopero generale degli agricoltori, i sindacati: «Bonus e modifiche al decreto Sostegni»

Le Segreterie regionali dei sindacati di categoria Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, in linea con le rispettive sigle nazionali, hanno proclamato lo sciopero generale. L'appuntamento è il 30 aprile alle 10 davanti alla sede della Regione

Il 30 aprile i lavoratori e le lavoratrici del settore agricolo protestano davanti alla sede della Regione Marche. Il tema è quello di evidenziare e farsi sentire sul tema inerente: «le iniquità contenute nel Decreto Sostegni e per chiedere a Governo e Parlamento di modificarlo».

Le Segreterie regionali dei sindacati di categoria Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, in linea con le rispettive sigle nazionali, hanno proclamato lo sciopero generale. «Le lavoratrici e i lavoratori agricoli - si legge nella nota - hanno continuato a garantire il cibo sulle tavole degli italiani, eppure sono stati colpiti in maniera nefasta dalle conseguenze del Covid 19 e di diverse calamità. In particolare, tra gli altri, vanno attenzionati  gli operai agricoli degli agriturismi, soprattutto donne, totalmente fermi da almeno 6 mesi o a quelli del comparto vitivinicolo che producevano per hotel, alberghi e ristoranti. Per non parlare di chi lavorava nel florovivaismo o di coloro danneggiati da milioni di giornate di lavoro perse a causa della cimice asiatica o a causa della xylella. Per questo ci sembra ancora più assurdo che la politica si sia completamente dimenticata di loro».


La nota prosegue: «Non si chiede solo l’introduzione di un bonus per i lavoratori stagionali agricoli, ma anche, tra gli altri punti, il riconoscimento per l’anno 2020 delle stesse giornate di lavoro del 2019. Il Governo ha sottovalutato il malessere crescente in questo settore, non ha ascoltato adeguatamente  i presidi del 31 marzo a Roma e le manifestazioni del 10 aprile davanti alle Prefetture di tutta Italia. Nemmeno il recente incontro del 16 aprile, tenutosi coi Ministri dell’ Agricoltura e del Lavoro, malgrado i buoni segnali di vicinanza ricevuti in quell’occasione, può essere giudicato soddisfacente se ad esso, a tutt’oggi, non seguono precise e concrete misure di aiuto. Quindi, proseguiamo con decisione nella nostra azione di protesta nazionale, questo Paese rischia di schiantarsi su una profonda crisi sociale, se anche il nuovo governo di unità nazionale dimostrerà di vivere su un altro pianeta,  falsando un dialogo sociale che, su molti aspetti ,ancora non c’è come vorremmo».

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