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Martedì, 16 Agosto 2022
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Alla scoperta del villaggio protostorico di Monte Croce-Guarda: ecco come vivevano i nostri antenati

Le numerose tracce di abitazioni fanno ritenere che il villaggio fosse popolato da varie centinaia, o forse da un migliaio, di persone

ARCEVIA - Sabato 9 luglio 2022, alle ore 17 presso il Teatro Misa di Arcevia si terrà la presentazione dei risultati degli scavi archeologici e del progetto di Parco archeologico-ambientale sull’altura del Monte Croce – Guardia, che sovrasta la città. Gli scavi condotti in questi ultimi anni, unitamente alle informazioni ricavabili dalle ricerche eseguite dagli anni ’60 del secolo scorso dalla Soprintendenza, restituiscono l’immagine di un grande abitato di altura, fortificato naturalmente e con un ampio controllo territoriale che spazia dalla catena appenninica fino al mare. Le numerose tracce di abitazioni fanno ritenere che il villaggio fosse popolato da varie centinaia, o forse da un migliaio, di persone.

Si tratta, tra l’altro, dell’unica area indagata archeologicamente in Italia centrale adriatica, di fondamentale e unica importanza per comprendere come fosse realmente organizzato un villaggio dell’età del Bronzo. Gli scavi archeologici condotti dal dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università Sapienza di Roma sotto la direzione scientifica del prof. Andrea Cardarelli, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Istituto di Scienze per il Patrimonio Culturale), vengono portati avanti in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, con il Comune di Arcevia, con l’Unione Montana Esino – Frasassi e il Parco Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. Scavi che in questi anni hanno visto anche il coinvolgimento della Prefettura di Ancona e del CAS (Centro Accoglienza Straordinario) Richiedenti Asilo di Arcevia “Hotel alle Terrazze”.

Per il prossimo futuro, oltre alla continuazione delle ricerche, si prevedono opere di valorizzazione del sito e la creazione di un centro visite grazie anche ai contributi concessi negli ultimi due anni dalla Regione Marche. Questo sito, opportunamente promosso e messo in sinergia con le altre eccellenze naturalistiche e culturali del Parco Gola della Rossa-Frasassi, potrebbe incrementare significativamente l’offerta culturale e turistica di tutta l’area.

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