"Lo sBARello", riapre lo storico chiosco dei giardini di Jesi

È stato l’assessore al commercio Ugo Coltorti a tagliare il nastro tricolore al chiosco dei giardini pubblici. Al suo fianco Matteo Montesi, gestore fino al 2024

Il taglio del nastro

JESI - Inaugurazione nel segno dell’emozione per lo sBARello di Jesi. È stato l’assessore al commercio Ugo Coltorti a tagliare il nastro tricolore al chiosco dei giardini pubblici. Al suo fianco Matteo Montesi, gestore fino al 2024.«Per questo posto ho, insieme a mia madre Franchina e mio padre Amleto, una grande passione, ed oggi sono davvero emozionato. Sono contentissimo di ricominciare con la nuova versione de “lo sBARello”, un nuovo capitolo che ho deciso di chiamare “lo sBARello 2.0”», ha sottolineato Matteo Montesi, gestore del chiosco insieme alla madre Franchina Sassi.

«Oggi sono doppiamente contento per questa inaugurazione. In primis perché questo chiosco, il famoso “baretto dei giardini” ha finalmente riaperto alla città, e questa è una cosa importante, perché essendo nei giardini pubblici è il centro di aggregazione più bello che c’è a Jesi – ha affermato Ugo Coltorti, assessore al commercio - L’altra soddisfazione è legata al fatto di aver regolarizzato la situazione del chiosco. Faccio i miei in bocca al lupo a Matteo, che negli anni ha comunque dimostrato di essere in grado di gestire il chiosco. Mi auguro che questo posto sia sempre pulito, serio e sicuro per bambini, ragazzi e anziani e per tutti coloro che desiderano frequentarlo, perché la città si merita un posto dove potersi aggregare in maniera tranquilla».

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Con l’occasione Matteo Montesi ha lanciato due appelli. «Ai giovani, in particolare a chi ha tra i 10 e i 20 anni, chiedo di evitare gli assembramenti, di indossare le mascherine, di stare attenti e usare il buon senso. Il covid è ancora presente tra noi e non possiamo sottovalutarlo. Inoltre, chiedo alle forze dell’ordine di incrementare i giri notturni perché la notte, in particolare dopo le 1.30 quando il chiosco è chiuso e non posso vigilare, i ragazzi che giocano a pallone e si divertono possono infastidire il vicinato con gli schiamazzi».

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