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Residenze anziani, l'appello alla Regione: «Rivedere le regole degli accessi»

Il Gruppo Solidarietà si è appellato alla regione Marche affinché vengano date nuove disposizioni in merito alla regolamentazione degli accessi, in particolare nelle residenze rivolte alle persone anziane

Il Gruppo Solidarietà si è appellato alla regione Marche affinché vengano date nuove disposizioni in merito alla regolamentazione degli accessi, in particolare nelle residenze rivolte alle persone anziane. Nella nota il Gruppo Solidarietà segnala come «l’aumento dei contagi di queste ultime settimane all’interno delle residenze per anziani, ha riproposto in maniera drammatica il tema dell’isolamento delle persone ricoverate. Come è noto, il problema non risiede tanto nella gravità dell’infezione, quanto nel conseguente blocco delle visite dei familiari e delle relazioni con l’esterno. Una situazione che si protrae da due anni e che rischia di prolungarsi all’infinito con effetti pesantissimi sulle condizioni di salute e sulla qualità di vita delle persone».

«Non pare inutile sottolineare come spesso i familiari- continua la nota- non solo garantiscono il vitale mantenimento degli affetti e delle relazioni, ma intervengono, anche per carenza di personale o per ricoveri inappropriati, a supporto dei propri cari in attività di assistenza e cura (ad esempio durante i pasti, o favorendo il mantenimento di residue abilità come, ad esempio, la deambulazione).Se da un lato appare necessario cercare di capire le ragioni che hanno determinato massicce estensioni dei contagi all’interno delle residenze, dall’altro in un quadro clinico e normativo mutato riteniamo urgente intervenire sulle norme che regolamentano gli accessi nelle strutture anche quando all’interno ci sono persone positive».

«Nelle residenze per anziani della regione Marche vivono circa 9.000 persone. Non si può immaginare che il loro futuro e quello dei loro cari possa continuare in una alternanza di chiusure e residue aperture. Se l’obiettivo è “proteggere”, pare necessario ripensarne le modalità. L’esperienza di questi due anni ci insegna che non si può continuare sulla strada dell’isolamento. Occorre essere consapevoli, come molti familiari continuano a ripetere, che senza relazioni, affetti e vicinanza il passaggio dalla protezione alla segregazione può essere molto rapido e i suoi effetti devastanti».  

La nota auspica pertanto «un rapido intervento normativo volto a rispondere alle esigenze indicate. Occorre anche un ripensamento del contenuto dell’offerta residenziale. Perché questo avvenga è necessario che si avviino adeguati percorsi di approfondimento che purtroppo, ci sembra, non abbiano avuto inizio».

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