Rischio idrogeologico, progetto della Regione per mettere in sicurezza i corsi d'acqua

Coinvolge i principali fiumi dell'Anconetano e del Maceratese. Il governatore Ceriscioli: «Curare il territorio prima che si ferisca»

Foto di repertorio

Un nuovo approccio alla risoluzione dei problemi inerenti al rischio idrogeologico. La Regione Marche, con il supporto del Consorzio di Bonifica, ha elaborato un approfondito assetto di progetto riguardante i rischi di esondazione dei principali corsi d’acqua nei territori dell’anconetano e del maceratese nei Comuni di Castelfidardo, Falconara, Senigallia, Osimo, Morrovalle, Montecosaro. Il progetto è stato presentato questa mattina in videoconferenza stampa dal presidente della Regione, Luca Ceriscioli, insieme al presidente del Consorzio di Bonifica  Claudio Netti, il sindaco di Morrovalle e, in collegamento, i sindaci dei Comuni di Falconara e Montecosaro e il vicesindaco di Senigallia.

Una visione d’insieme dei problemi idraulici dei fiumi maggiori, ma anche dei loro affluenti, che consentirà di approntare lavori mirati e in molti casi risolutivi. Sono coinvolti il fosso Rigo in località Montecamillone a Castelfidardo, il fosso San Sebastiano, Cannettacci e Rigatta ed il Canale della Liscia in località Castelferretti a Falconara, il fiume Misa a Senigallia, i fossi Offagna, San Valentino e Rio Scaricalasino ad Osimo nel bacino del fiume Aspio, il torrente Trodica e fossi Bagnolo e Fontanelle a Morrovalle e Montecosaro, per progetti e lavori complessivi di oltre 50 milioni di euro, dei quali la metà già finanziati. «Una grande squadra per la lotta al dissesto idrogeologico che si è impegnata con risultati per la prevenzione e la protezione del nostro territorio – ha detto Ceriscioli –. Con grande attenzione abbiamo tracciato un segno sul concetto di prevenzione, l’attività fatta per curare il territorio prima che si ferisca. Oggi abbiamo raccontato nuovi manufatti, ponti, attraversamenti, dragaggi, un enorme cantiere composto da centinaia di opere che hanno impegnato la Regione e dove ognuno ha contribuito con capacità tecnica per garantire risultati. Grande efficienza per grandi risposte programmando e spendendo risorse ­– ha rimarcato Ceriscioli – risorse che oltre a scongiurare allagamenti, interruzioni di strade o dell’aeroporto, si trasformano in lavoro e giovamento per le famiglie marchigiane».          

Non più quindi interventi a spot laddove le risorse lo consentivano, ma un piano organico di interventi già progettati, grazie alla fattiva collaborazione del Consorzio di Bonifica, braccio operativo della Regione Marche, che consentirà in prospettiva di mettere in sicurezza in modo definitivo molti corsi d’acqua. «Grande lavoro - ha detto Netti – un cambio di passo diretto in maniera esemplare, una squadra che funziona per la lotta al dissesto». «Il Consorzio – ha spiegato Michele Maiani, presidente dell’assemblea del Consorzio di Bonifica delle Marche – si è voluto dotare di una struttura ad hoc composta da ingegneri, architetti, pianificatori e agronomi, oltre ai collaboratori esterni, per rispondere alla domanda della Regione Marche relativa alla progettazione di questi interventi attesi da anni. Oggi c’è un pacchetto di progetti pronto ad essere portato a finanziamento e anche ad appalto che permetterà di recuperare il ritardo accumulato». 

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È prevedibile che il Governo centrale nei prossimi anni possa mettere a disposizione delle Regioni e soprattutto degli enti locali importanti risorse per la difesa del suolo ed il rischio idrogeologico e risulta quindi fondamentale che i beneficiari siano pronti a cogliere questa opportunità. Il che significa non solo avere consapevolezza di quali siano le necessità indispensabili dei territori, ma avere pronti nel cassetto anche progetti esecutivi da candidare al finanziamento. Nel caso dell’assetto di progetto presentato oggi, sono ben 22 i progetti allo stato esecutivo, di cui 3 che vedono già lavori in corso e 2 già appaltati, usufruendo delle risorse messe a disposizione dalla Regione Marche mediante appositi accordi di programma o con fondi Por-Fesr. Si tratta pertanto di un metodo di studio complessivo delle problematiche idrogeologiche a cui ha fatto seguito però anche la progettazione esecutiva degli interventi e l’avvio immediato di lavori laddove consentito dalle risorse già disponibili. Un metodo che la Regione sta estendendo all’intero territorio regionale e che vedrà a breve l’esecuzione di lavori anche sul fiume Foglia nella provincia di Pesaro-Urbino.

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