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I musei che ripartono, il peggio è passato: «Per noi sono stati mesi assurdi»

Aldo Grassini, direttore del museo tattile Omero, si è espresso sulla ripartenza dei musei e del comparto cultura evidenziando tutte le difficoltà incontrate negli ultimi mesi tra divieti e restrizioni

I musei in particolare, il comparto cultura in generale, stanno progressivamente ritrovando la loro normalità. In questo senso gli addetti ai lavori possono iniziare a tirare un bel sospiro di sollievo dopo mesi di enorme difficoltà derivante sia dalle chiusure sia dai vari Dpcm con relative restrizioni. Aldo Grassini direttore del museo tattile Omero, un’istituzione del capoluogo collocata alla Mole Vanvitelliana, è tornato indietro con i pensieri raccontando e mettendo a nudo il proprio stato d’animo:

«Sono stati mesi assurdi, incredibili. La garanzia della salute deve essere sempre al primo posto ma il nostro settore ha sofferto moltissimo. Anche con la riapertura al 50% le cose non sono andate benissimo. In tanti non si rendono conto delle spese che si devono sostenere, dei vari condizionamenti. Speriamo progressivamente di uscire da questo incubo».

Il Museo Omero, dedicato soprattutto ai non vedenti, è una pietra miliare della cultura anconetana: «Per tutelare i nostri visitatori abbiamo utilizzato guanti da restauratore o sanificazione continua delle mani. Qualche attenzione in più non guasta mai. Non abbiamo puntato sulle visite interattive essendo un museo tattile ma ci siamo aperte alla rete per conferenze e concerti. Diciamo che l’alternativa alla visita tradizionale è stata un’attività di tipo informativo e culturale».

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