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Domenica, 28 Novembre 2021
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Rincari energia e gas, la denuncia di CNA: «Rischiamo un altro lockdown»

Secondo CNA i tagli del decreto non basterebbero ad evitare danni ingenti a centinaia d’imprese che rischiano di dover sospendere la produzione

L’incremento della domanda internazionale di gas, nata dalla ripresa delle attività produttive e dal progressivo ritorno al lavoro e alla normalità di milioni di persone, ha portato ad un rialzo dei costi per la materia prima. In questo modo la stangata è servita e preannunciata un paio di mesi fa dal Ministero della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, il quale parlava di una crescita del 40% sui consumi energetici e del 30% per quanto riguarda le fatture del gas.

Già il terzo trimestre aveva segnato un incremento medio del 9,9% per l’energia elettrica e del 15,3% per il gas, valori decisamente più contenuti di quelli che dovranno fronteggiare oggi le nostre imprese. Per poter contenere i rincari in bolletta il Governo Draghi ha approvato un decreto legge che ha disposto tre tre misure con le quali tagliare gli aumenti sui costi di luce e gas per i prossimi mesi. Esse consistono nell’azzeramento degli oneri di sistema in bolletta per le 6 milioni di pmi. In questa voce di spesa vengono fatti confluire contributi che non hanno nessun legame con i consumi delle aziende. Riduzione dell’IVA dal 22% (o del 10% a seconda dei consumi) al 5%. Introduzione del Bonus luce e Gas, ovvero il contributo in aiuto per le famiglie in condizioni di disagio economico.

Di fronte a tale provvedimento la CNA ha espresso una parziale soddisfazione, perché nonostante tutto si tratta di una soluzione insufficiente a risolvere in via strutturale il problema dell’elevato costo dell’energia e soprattutto in Commissione Industria al Senato l’Associazione ha ribadito con forza al Governo di essere più incisivi, perché questa fase sarà per alcune di loro veramente pesante.

«Le nostre imprese operano in settori che già sopportano un peso rilevante dei costi energetici per le note criticità legate all’attuale struttura della bolletta e al peso della parafiscalità – chiosa il direttore della CNA di Ancona, Massimiliano Santini - Il costo dell’energia in comparti come la meccanica e il tessile assorbono infatti quasi il 30% del fatturato (salirebbe anche oltre il 50% a causa dei rincari). Va detto inoltre che la maggioranza di tali imprese non soddisfa i requisiti per accedere alle agevolazioni previste per le imprese a maggior consumo di energia, risultando quindi doppiamente penalizzate. Pertanto è necessario estendere i benefici previsti dal DL anche alle imprese che superano il limite di potenza di 16,5 KWh e per le quali sia rilevante l’incidenza sul fatturato della spesa sostenuta per l’energia e farlo subito. L’ultima indagine della CNA evidenzia che per una piccola impresa il costo dell’energia è quattro volte più elevato rispetto a quello di una grande impresa industriale ed è il 33,5% in più rispetto alla media europea. Di fronte a questo quadro la CNA, oltre a ricordare che visti i prossimi rialzi è il caso di orientarsi sulle offerte a prezzi bloccati e sottrarsi per ora alle offerte indicizzate, si è attrezzata presso i suoi Uffici per fornire informazioni, formazione e consulenza, oltre a trovare soluzioni efficaci e calibrate alle singole esigenze aziendali».

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