Martedì, 16 Luglio 2024
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Ricostruzione post-sisma: taglio del nastro a Fabriano per un edificio demolito e ricostruito

I lavori, iniziati lavori ad aprile 2022 e terminati a giugno 2024, hanno previsto la realizzazione - utilizzando sia il contributo sisma che il Superbonus 110% - di 12 appartamenti con 12 garage al piano terra

FABRIANO – Ieri pomeriggio, alla presenza del Commissario Straordinario della Riparazione e Ricostruzione post-sisma 2016, Guido Castelli, del sindaco Daniela Ghergo, dell’assessore regionale Chiara Biondi e di un ospite d’eccezione come Francesco Merloni, s’è svolto il taglio del nastro di un edificio oggetto di demolizione volontaria e ricostruzione utilizzando sia il contributo sisma che il Superbonus 110%, costituito da 12 appartamenti con 12 garage al piano terra, pluripiano a 7 livelli di cui il primo realizzato in cemento armato ordinario ed i livelli superiori in pannelli di legno lamellare su un’altezza totale massima a valle di circa 21 m. L’importo complessivo dei lavori, iniziati ad aprile 2022 e terminati a giugno 2024, in virtù del pregiato lavoro di una prestigiosa impresa come la CEV, è stato di € 5.830.000,00 di cui il 40% coperto con il contributo della ricostruzione post sisma e il 60% con il superbonus 110% sia sisma che eco, oltre a contenuti accolli dei singoli proprietari.

«Come Impresa CEV – ha detto Antonello Vendramin - ci occupiamo di edilizia e restauro da più di 50 con progetti in tutta Italia, nonché con interventi di ricostruzione eseguiti a L’Aquila dal 2012 al 2019, e dal 2020 siamo operative qui nelle Marche. Ma questo tipo di intervento, ovvero la ricostruzione di un edificio danneggiato da un terremoto, ha anche per noi “costruttori” un significato molto particolare e speciale. Certo, questo è un edificio ricostruito dalle sue fondamenta, più bello, più sicuro, più efficiente dal punto di vista energetico, più moderno e confortevole, ma per molti di coloro che lo abitavano prima, questo edificio è stato e sarà sempre la loro casa, anche se oggi, a vederlo da fuori, è completamente diverso. L’impresa CEV è prima di tutto un’impresa familiare. Avere la possibilità di dare il proprio contributo per ricostruire il tessuto urbano e sociale di questa comunità, ci ha dato una grande motivazione. Oltre a Via Don Petruio, sentiamo forte la stessa responsabilità per tanti altri interventi simili che ci sono stati affidati nelle Marche, abbiamo cantieri attivi oltre che a Fabriano anche a Camerino, Matelica, Ussita, Foligno ed Apiro».

I ringraziamenti Vendramin, il sindaco Ghergo, il senatore Castelli e l’ing. Francesco Merloni li hanno espressi «alle tante aziende e imprese locali che tutti i giorni danno il loro contributo in termini di professionalità e passione. Ringrazio tutti i proprietari, nonché l’amministratrice Sabrina D’Ostiglio per averci affidato questo prestigioso progetto. Un grazie anche ai professionisti e consulenti, gli ingegneri Patrizia Angeli, Stefano Bandieri, Stefano Ubertini e Paolo Carnevali, l’architetto Agnese Olivi, ed i dottori Ubaldo Gismondi ed Alessandro Nagni che in questi due anni di proficua collaborazione ci hanno permesso di raggiungere il risultato che tutti noi oggi vediamo. È stato davvero un grande lavoro di squadra che coinvolge ogni giorno decine di persone provenienti dalle Marche e da tutta Italia. Oggi – anche questo è stato un auspicio corale - siamo davvero felici di riaprire la porta a coloro che hanno aspettato molti anni prima di rientrare nella loro casa. La vostra casa è qui che vi aspetta, pronta ad accogliervi nuovamente e con l’occasione Vi consegniamo le chiavi per potervi accedere».

Il Commissario Straordinario della Riparazione e Ricostruzione, ha sottolineato «le cose fatte bene da una impresa come la CEV che ha dato prova sul territorio di una grande professionalità, dedizione, serio e concreto esempio della ricostruzione di un palazzo e rientro delle famiglie in una struttura rispetta tutti i criteri di economicità, avanguardia e sostenibilità – soffermandosi come fatto sia dalla Ghergo, dall’assessore Biondi e dall’ing. Patrizia Angeli - sulle elevate proprietà antisismiche quali leggerezza, elasticità e resistenza meccanica del materiale legno, il sistema costruttivo adottato è in grado di sopportare le sollecitazioni e le deformazioni impresse dall’azione del terremoto garantendo, così, la sicurezza degli abitanti; in caso di danni può essere riparato facilmente; ha un basso impatto ambientale essendo il legno proveniente da fonti rinnovabili e potendo essere riciclato così da rendere la costruzione altamente sostenibile dal punto di vista ecologico. Grazie all’elevato isolamento termoacustico offerto dal legno le abitazioni garantiranno un notevole risparmio energetico nel lungo periodo, contribuendo così a preservare l’ambiente. Il tutto frutto di un importante lavoro di squadra, messo in atto sia in fase di progettazione sia in fase di realizzazione, dalla Direzione Lavori e l’Impresa esecutrice hanno interagito con professionalità e collaborazione, per raggiungere l'obiettivo comune di restituire la normalità alle famiglie colpite dal sisma del 2016 riportandole nelle proprie abitazioni il prima possibile».

Ad accompagnare il taglio del nastro, presenti il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Fabriano e una pattuglia di servizio, la benedizione del parroco della Misericordia don Umberto Rotili: «Una giornata importante – ha detto - quando siamo chiamati per dare una benedizione, tutto ciò che si chiede, oltre ad essere fedeli alle parole, ai gesti è lavorare per il bene comune: tutto ciò che si chiede all’altro, all’umano nella benedizione è dare forte speranza a questo nuovo cammino da costruire nella pace, per il bene delle persone, della collettività e dando pieno valore al prestigioso recupero di un palazzo che oggi torna ad arricchire la nostra comunità parrocchiale».

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