Rischia ogni giorno la vita per salvare chi vive in strada, Remo è l'angelo dei poveri

Lui è il presidente dell'associazione Servizio di Strada Onlus e, nei mesi peggiori della pandemia da Coronavirus, non ha mai rinunciato ad aiutare i poveri, mettendo a serio repentaglio la sua vita

Remo Baldoni in strada

Il territorio anconetano viene da mesi di lockdown in cui le Marche e il capoluogo hanno pagato un prezzo in termini di vite umane. Sono state settimane, e forse saranno ancora, nelle quali ha imperato un mantra, elevato quasi ad inconfutabile dogma: restare a casa per fermare il contagio. Ma come ogni pensiero unico, anche questo sembra destinato a piegarsi di fronte all’evidenza di condizioni di vita differenti da quelle a cui i più erano abituati. Perché, mentre la maggior parte degli anconetani era davanti alla tv, convinta che l’umanità si fosse ritirata nelle case e che le uniche vite da salvare fossero quelle dentro gli ospedali, c’erano altre vite da salvare, però invisibili. Per questo, nei mesi in cui il Covid falcidiava uomini e donne, per lo più anziani, nelle strade del capoluogo marchigiano c’era un 75enne non proprio in salute, che non ha mai smesso di uscire di casa per incontrare i clochard e trovare loro un riparo dalla fame e dal gelo dell’inverno. E se qualcuno, magari con una certa incredulità, gli chiedesse il perché di tanto rischio in un momento così difficile, lui, Remo Baldoni, presidente dell’associazione Servizio di Strada Onlus (AIUTA L'ASSOCIAZIONE, ECCO COME FARE), risponderebbe con gli occhi colmi di tenerezza e con una certa commozione:

«Perché loro mi danno tutto il coraggio di cui ho bisogno. Io sarò anche un soggetto fragile, ma il coraggio me lo danno loro, me lo danno i poveri perché se tu conosci un povero, allora puoi dire di aver conosciuto una persona ricca, piena di una ricchezza interiore che non si trova nel resto nel mondo, che è pura e di cui gode solo il povero». 

Così Remo, come è abituato a fare da oltre 10 anni, anche nel periodo di massima diffusione del maledetto virus, ogni giorno usciva di casa grazie ad un permesso speciale del Comune per andare nei luoghi dove gli veniva segnalata la presenza di qualcuno che vivesse in strada. Dopo una chiamata da parte di qualche cittadino, o dei vigili urbani o dei Servizi Sociali, prende su ed esce per andare a “caccia” del povero da aiutare. Non è facile perché i senzatetto, si sa, si spostano molto. Ma Remo conosce i meandri di Ancona meglio delle sue tasche e trova spesso la persona indicata. Le si avvicina, ci parla, cerca un contatto umano. Poi lo accompagna in un posto sicuro, aiutando il povero ad entrare in un circuito organizzato dai Servizi Sociali, che si avvale di una squadra formata, oltre che dal Servizio di Strada e dal Comune di Ancona, anche dalla Caritas diocesana, Tenda di Abramo, mensa di Padre Guido e avvocati di strada. «Quando ho raccolto i dati di quella persona, li comunico al gruppo e cerchiamo di metterlo al sicuro o all’albergo Cantiani, dove abbiamo 18 posti letto o all’hotel Vittoria. In 24 ore, anche meno, io prendo quella persona e la accompagno con la mia auto». 

Poveri sempre più poveri per colpa del Coronavirus, Servizio di Strada Onlus ha bisogno di aiuto

Sì, Remo, nonostante la sua fragilità e il pericolo reale di essere contagiato dal Covid, aiuta degli sconosciuti e a lui poco importa chi siano. «Li aiuto anche se non hanno documenti: qualche giorno fa ho accompagnato in albergo un uomo col passaporto scaduto nel 2014. Se abbiamo a che fare con la Questura noi collaboriamo e  c’è l’avvocato se servisse, ma io non guardo la burocrazia, per me viene prima di tutto l’interesse del povero, poi il resto si affronta con calma». Capita anche che le la polizia chiami per controlli. «Se chiama la Questura non ci sono problemi, ma fino ad oggi non è mai successo. Se il povero è al sicuro, lo è lui, ma anche la popolazione è al sicuro. Se non lo leviamo dalla strada chi lo controlla? Invece qui sono controllati da volontari e loro stanno meglio. Certo sono abituati alla strada, ma si stanno comportando bene». E Remo se ne prende cura: li va a trovare, li ascolta e cerca di rispondere alle loro esigenze, molto diverse anche a seconda dell’etnia e della nazionalità. «Compro loro da mangiare, come il latte, lo yogurt o le merendine, ma anche le sigarette. A volte porto loro dei vestiti, poi magari c’è quello che deve fare il Ramadan che mi chiede cose che ad altri non servono proprio». 

Insomma Remo è davvero l’angelo dei poveri di Ancona e, dall’inizio dell’emergenza Covid, ha salvato dalla strada circa 50 persone: 33 collocati tra i 2 alberghi e 20 al “Tetto per tutti”. «E se questa sinergia tra associazioni e istituzioni funziona, bisogna ringraziare l’assessore Emma Capogrossi, che ha rinnovato la disponibilità del Comune fino al 18 maggio». E poi? L’associazione Servizio di Strada Onlus e il Comune di Ancona hanno chiesto alla Regione e alla Prefettura che cosa succede dopo ma sarebbero ancora in attesa di risposta. «Li rimettiamo in strada? Non va bene» spiega Remo. 

Comunque ad oggi Remo sta bene e continua a portare avanti la sua opera di volontariato e solidarietà in strada, con la sensazione che nulla, neppure una guerra nucleare possa fermarlo. «A volte ho paura, ma non mollo perché sono sempre stato un combattente e spero nell’aiuto della provvidenza». Forte del prezioso aiuto dell’amico fraterno Samir Al Atrash, che da casa smista telefonate ed è in costante contatto con tutti, Remo sarà sempre per le strade, pronto a chinarsi al cospetto del povero per convincerlo a seguirlo da un’altra parte, dove c’è la possibilità di una nuova vita. 

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