menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Sergio Sottani e Luigi Catelli

Sergio Sottani e Luigi Catelli

Anno giudiziario, il Covid penalizza la giustizia: meno un terzo dei processi penali

Gli effetti della pandemia sull'amministrazione della giustizia nel distretto, alla vigilia dell'inaugurazione dell'anno giudiziario

Si è svolto ieri pomeriggio l'incontro tra la la stampa, il presidente della Corte d’Appello Luigi Catelli e con il procuratore generale Sergio Sottani alla vigilia dell'inaugurazione dell'anno giudiziario fissata per oggi, sabato 30 gennaio alle ore 10,30. Un'edizione particolare, che prevede una cerimonia più contenuta di massimo un'ora. «E' importante - spiega Catelli - svolgere comunque la cerimonia. Ci saranno posti ridotti come previsto dalle linee guida del Csm e a partecipare in presenza saranno, oltre al sottoscritto, il rappresentante del Csm Giuseppe Marra, il rappresentante del Ministero della Giustizia, il dirigente Lucio Bedetta, il procuratore generale Sergio Sottani, il presidente dell'Ordine degli avvocati, Maurizio Miranda. L'inaugurazione verrà trasmessa in diretta streaming tramite collegamento dal sito della Corte di Appello e della Procura Generale di Ancona per assicurare la masima diffusione dell’evento». 

Processi "a due velocità"

E proprio di innovazione e digitale in ambito giuridico si è parlato durante l'incontro. La tecnologia è venuta in soccorso dell'amministrazione giudiziaria durante la fase più acuta dell'emergenza Covid-19: «Dal 9 marzo all'11 maggio 2020 - prosegue il presidente della Corte - si è verificato un blocco con il rinvio d'ufficio delle udienze dei procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari, con la paralisi di tutte le attvità. Ma, dopo una prima fase di smarrimento c’è stata una reazione molto fruttosa, tanto che si è parlato di un "modello marchigiano". Dall’11 maggio, difatti, l’attività di udienza è ripresa ma seguendo una doppia velocità. Il processo civile telematico, infatti, ha consentito la comunicazione degli atti in maniera dematerializzata mentre, in materia penale, non si è verificato lo stesso. L'evidente arretratezza tecnologica ha imposto un'affannosa e impetuosa accelerazione, con molti strappi e disomogeneità, per garantire margini accettabili di funzionalità dei nuovi strumenti informatici resi disponibili». L'emergenza sanitaria ha inciso sulla tradizionale attività giudiziaria: «Per cui - spiega il procuratore generale Sergio Sottani - i dati statistici nonché molti altri aspetti dell'attività degli uffici requirenti del distretto, hanno risentito del quadro sanitario che ha interessato buona parte del primo semestre del 2020. Va peraltro rappresentato il dato positivo dell'avvenuta celebrazione e definizione di due importanti processi: quello relativo all'omicidio di Pamela Mastropietro a Macerata e la vicenda relativa ai tragici fatti dell'8 dicembre 2018 a Corinaldo». 

I dati 

Tra il primo semestre del 2019 e il primo semestre 2020 si ritrovano dati tendenzialmente omogenei, ma con dei distinguo sulla trattazione dei fascicoli. «In materia civile - prosegue Sottani - si riscontra una diminuzione delle udienze molto ridotta, circa il 10%. In materia penale, invece, dobbiamo fare una distinzione: per la corte d’appello con l'attività cartolare si nota un rallentamento di pochi punti percentuali. Cosa diversa per il primo grado e il dibattimento, dove si stima una diminuzione del 30%». Per quanto riguarda i reati si evidenzia un aumento dell'80% dei reati informatici e un incremento del 63% del reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. «A tal proposito - commenta Sottani - la procura di Macerata ha svolto un'intensa attività in merito ai fondi per il sisma». L'obbligo di rimanere a casa ha indirettamente cagionato la diminuzione dei reati contro il patrimonio e, in particolare, dei furti, dove si registra una diminuzione del 24%. In forte diminuzione anche il dato relativo ai furti in abitazione (meno 37%). «Crollati anche i reati per spaccio, mentre rimane preocuppante il numero di reati collegati al traffico di queste ultime. Drammatico inoltre l'aumento dei reati inerenti i maltrattamenti in famiglia che subiscono un'impennata del 49% e merita attenzione l'aumento preoccupante e in analoga tendenza con gli anni precedenti, dei reati legati alla prevenzione degli infortuni sul lavoro: i reati di omicidio colposo per infortuni sul lavoro sono passati da 8 a 19 (un aumento del 138%) mentre quelli per lesioni colpose sono aumentati del 13%. Appare inquietante la situazione della criminalità minorile espressione di un disagio che investe la Regione. Risse, consumo e spaccio di stupefacenti reati contro le persone sono sono segnali socialmente preoccupanti a cui bisogna trovare una soluzione non solo repressiva». Così conclude il procuratore generale. 

I problemi logistici 

Sollevata anche la questione delle criticità relative all'attuale situazione dell'edilizia giudiziaria anconetana: «Vi sono criticità - tuona Catelli - non più eludibili nella città di Ancona che oggettivamente è del tutto inadeguata per alcuni uffici di importanza distrettuale. Gli spazi del Tribunale e dell'ufficio di Sorveglianza, sistemato in un condominio con altre unità immobiliari sono del tutto inadeguati. Stessa cosa per la sede della corte d'Appello, non idonea a garantire un funzionamento decoroso ed efficiente per tutti i servizi».

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Scuole chiuse in tutta la città: il sindaco firma l'ordinanza

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

AnconaToday è in caricamento