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La porta degli abbracci all'ospedale di Chiaravalle

La porta degli abbracci all'ospedale di Chiaravalle

Porta degli abbracci: una carezza in modalità sicura per festeggiare il Natale in corsia

Installata all'ospedale di Chiaravalle una porta dove potersi toccare in piena sicurezza

Stringersi, toccarsi, abbracciarsi: azioni ormai quasi dimenticate ma che possono essere riscoperte grazie alla porta degli abbracci montata pochi giorni fa nel reparto covid dell'ospedale di Chiaravalle. Il progetto nasce grazie al contributo delle associazioni di volontariato "Bricoliamo" di Chiaravalle e "Insieme si può fare" di Senigallia. «E' un'emozione fortissima  - spiega Michela Molinelli, volontaria dell'associazione Bricoliamo - vedere che il personale sanitario così come i pazienti covid e i loro parenti possono stringersi di nuovo ma in totale sicurezza. I manicotti sono fatti di un materiale platico particolare, c'è la possibilità di inserire anche i piedi in una sacca fatta con un materiale ospedaliero e, inoltre, vi è uno spazio apposito anche per chi è seduto in carrozzina. Per il viso il materiale cambia ma la sensazione è sempre di grande prossimità. E' possibile sentire bene il corpo dell'altra persona in un abbraccio o mettere solo una mano sulla spalla». Il progetto della porta è stato realizzato attingendo ad una parte dei ricavi della raccolta fondi che l'associazione Bricoliamo aveva iniziato a marzo e che ha fruttato quasi 15 mila euro. «Gli sforzi sono stati utili  - prosegue la Molinelli - una parte della raccolta fondi è servita a far realizzare dall'azienda Teloneria Forlivese la porta degli abbracci».

A presentare l'iniziativa all'ospedale chiaravallese erano presenti: la dirigente medico della direzione sanitaria Asur, Patrizia di Emidio, il dirigente medico responsabile dell'ospedale, Cristiana Sbaffi, la coordinatrice infermieristica del Montessori, Giuliana Fiordelmondo, la coordinatrice infermieristica reparto cure intermedie, Michela Molinelli e una rappresentante delle associazioni, Laura Casali. «Da lunedì 21 dicembre sono stati invitati i parenti dei malati - si legge nella nota di presentazione - rigorosamente su appuntamento e con la supervisione degli operatori sanitari. È un impegno aggiuntivo, ma che la struttura ospedaliera di Chiaravalle è contentissima di svolgere, per far sì che i parenti abbiano la possibilità di riabbracciare e rivedere dal vivo i propri cari ospedalizzati, in particolar modo in questo periodo natalizio. La porta si trova nel piano dell'ex hospice dell'ospedale Maria Montessori ed è dedicata ai pazienti covid positivi ed ai degenti post critici del reparto cure intermedie, sempre covid positivi, per un totale di 34 posti letto. «La struttura - conclude la nota - è a norma dal punto di vista igienico sanitario e viene sanificata sia con prodotti specifici che con il generatore ad ozono, donato dal Rotary club di Falconara Marittima».

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